L'avvocato Luigi Bulotta e "Le Confraternite al servizio della Chiesa"

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Luigi Bulotta
  31 gennaio 2021 22:46

di LUIGi BULOTTA*

La Chiesa cattolica ha sempre riconosciuto il diritto di associazione nel proprio ordinamento finalisticamente orientato alla salus animarum. Nella molteplicità di aggregazioni in essa presenti o che comunque sono di ispirazione religiosa, le Confraternite rappresentano le associazioni di più antica origine.  Certamente l’origine può essere fatta risalire alle prime comunità cristiane, per cui possiamo affermare che la storia delle confraternite laicali è intimamente connessa alla storia della Chiesa stessa. Si tratta, infatti, di associazioni laicali confessionali che sono nate grazie allo spirito associativo che da sempre ha animato gli individui, in modo spontaneo e con istanze autonomistiche dirette alla promozione personale o sociale della caritas erga Deum ed erga proximum proper Deum.   

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L’associazionismo laicale fu una esigenza che i cristiani sentirono fin da subito per realizzare la fratellanza e l’amore di Cristo. Infatti, la loro attività è stata rivolta nel corso del tempo essenzialmente per rendere più viva e concreta la loro testimonianza  cristiana nell’ambito della società ecclesiale attraverso l’esercizio di opere di pietà e di carità da parte degli associati.

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Le confraternite della Chiesa cattolica rientrano tra le associazioni di fedeli disciplinate dai canoni 298 e seguenti del vigente Codice di diritto canonico, che hanno come scopo peculiare e caratterizzante l'incremento del culto pubblico, l'esercizio di opere di carità, di penitenza, di catechesi.

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Nella Diocesi di Catanzaro-Squillace ci sono 28 Confraternite e la Città di Catanzaro ne conta ben sei Confraternite che hanno antiche origini e una lunga tradizione: l’Arciconfraternita del SS. Rosario, l’Arciconfraternita di Maria SS. del Carmine, l’Arciconfraternita Maria SS. Immacolata, la Pia Congregazione Reale Madonna del Carmine (1783), la Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, la Reale Confraternita del SS. Rosario.

Da una breve ricostruzione storica, emerge che le Confraternite hanno risentito nelle loro origini delle influenze provenienti dalle forme associative più risalenti, quali i sodalizi e collegia opificum, nonché dal condizionamento derivante dalle gilde germaniche. Si tratta di forme associative che nascevano sul presupposto dell’affratellamento fondato sull’imitazione della fratellanza naturale, di cui il vero fondamento è la reciproca difesa degli affratellati. Con l’avvento del Cristianesimo e con i suoi insegnamenti di amore verso il prossimo e di solidarietà, veniva vivificata la tendenza ad associarsi in ossequio alla parola di Gesù che predicava “ se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome io sono in mezzo a loro”( Matteo XXVIII, 20).

Sin dalle origini, tali associazioni di fedeli si caratterizzarono per il perseguimento della perfezione di vita cristiana attraverso il compimento di opere misericordiose e caritatevoli. Da sempre le Confraternite hanno contribuito all’incremento del culto pubblico e delle opere di religione attraverso la preghiera, momenti di intensa spiritualità tra i confratelli e, altresì, realizzando attività di assistenza e di misericordia nei confronti dei bisognosi. Al fine di ravvivare lo spirito di unità, sentendosi cum fratibus, tali sodalizi hanno anche provveduto alla sepoltura religiosa in luoghi riservati e ai suffragi per i soci defunti.

Il percorso storico di queste associazioni laicali, ha dimostrato che esse si sono dimensionate alla società ecclesiale e a quella civile ed hanno subito alterne vicende a seconda dei periodi storici e delle ideologie politiche che hanno valutato in modi differenti i fini peculiari da esse perseguiti. Tuttavia, proprio per il loro carattere essenzialmente laicale e per il fatto che perseguivano attività di assistenza e beneficienza, anche se unitamente ad attività religiosa, non vennero colpite dalla legislazione eversiva.

Pertanto, l’evoluzione della loro  disciplina nel corso della storia dimostra che, grazie alle attività svolte ed alle finalità realizzate, dette strutture associative, in un percorso non privo di difficoltà, si sono adeguate alle diverse legislazioni in cui hanno operato, a volte sacrificate dalle strutture normative, a volte meramente tollerate, a volte infine prese in considerazione da regimi rispettosi della portata del fenomeno religioso.

Attualmente la loro configurazione giuridica e le diverse discipline normative di cui sono destinatarie, consentono ad esse di esprimere al meglio quelli che sono i tratti salienti di una identità culturale, storica e religiosa ben definita: associazionismo laicale, forte motivazione religiosa, attenzione solidale per bisogni ed esigenze sociali di soggetti diseredati e afflitti da nuove e vecchie povertà economiche e morali. Questi elementi identificativi consentono alle Confraternite di misurarsi positivamente con le nuove opportunità dischiuse dall'ordinamento civile, reso più attento e rispettoso delle nuove dimensioni della libertà religiosa, della rinnovata valenza del principio di laicità e del valore costruttivo e progressivo nell'ordine costituzionale assunto dall'emergente principio di solidarietà e sotto tale aspetto le confraternite appaiono tra i soggetti attivi e attuosi del presente pluralismo sociale garantito dalla Costituzione italiana.

Può dirsi infatti, che tali associazioni hanno da sempre dimostrato quale loro propria caratteristica, una grande capacità di adattamento all'evoluzione della materia degli enti religiosi e una singolare capacità autorigeneratrice con la quale riuscirono sempre ad adattarsi alle mutate condizioni dei tempi.

Per quanto riguarda l’ordinamento canonico il Codex del 1917 considerava le Confraternite, unitamente ai terzi ordini e alle pie unioni, tra la associazioni di fedeli che distingueva dalle associazioni ecclesiastiche, religioni e società. Le Confraternite erano però considerate come associazioni non solo laiche ma anche ecclesiastiche, perché erette o approvate canonicamente e per lo scopo di religione o di culto perseguito.

Nel Codex del 1983 il diritto di associazione dei fedeli è ampiamente garantito e così l’autonomia delle singole associazioni e l’autonomia negoziale dei laici che liberamente e volontariamente possono associarsi e partecipare attivamente alla vita della Chiesa, sia pure nel rispetto del principio di ecclesialità, cioè conformandosi ai criteri di comunione stabiliti dall’autorità ecclesiastica.

Il nuovo Codex,  tuttavia, non  parla più esplicitamente di Confraternite, ma genericamente di associazioni di fedeli, sia di chierici che di laici o miste, distinte dagli istituti di vita consacrata o dalle società di vita apostolica, con fini di culto, apostolato, evangelizzazione, pietà o carità.

Il Codex ha suddiviso le associazioni di fedeli in due grandi gruppi: le associazioni pubbliche e le associazioni private. Tale distinzione è divenuta presupposto importante  anche per la rilevanza civile delle associazioni nelle disposizioni legislative statuali, che si riferiscono, ai fini della loro qualificazione come enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, solo alle associazioni pubbliche di diritto canonico che presentino specifici requisiti.

Le Confraternite, per antica tradizione, appartengono alla categoria delle associazioni pubbliche di fedeli che si differenziano sostanzialmente nel regime giuridico e nel loro rapporto con l’autorità ecclesiastica. Il nuovo Codex affida alle associazioni pubbliche due finalità: l’insegnamento della dottrina cristiana e l’incremento del culto pubblico. Questi sono di fatto i compiti e la missione che la Chiesa oggi affida alle Confraternite. Come è stato ribadito dal Decreto sull’apostolato dei laici (Apostolicam Actuositatem, n. 19) le associazioni e, quindi, anche le Confraternite, sono al servizio della missione e del fine della Chiesa e rappresentano un caso specifico di collaborazione dei fedeli, in modo associato, cioè di una partecipazione di una parte del popolo di Dio alla missione apostolica della Chiesa particolare, missione questa che si inserisce perfettamente al ruolo e alla fisionomia che le Confraternite hanno assunto nel corso della storia.

Le Confraternite, pertanto, si inseriscono, anche alla luce degli insegnamenti del Concilio, nella nuova visione del laico, il quale non è un mero soggetto passivo rispetto al clero ma, invece, partecipa attivamente assieme al clero alla vita della Chiesa. E questa è la sfida dei tempi nuovi, la sfida della società che cambia che le Confraternite, la cui tradizione a difesa della dottrina cristiana ha lontani origini, devono cogliere e saper cogliere, in spirito di comunione e grande sensibilità ecclesiale, confortati dalla fiducia nella Parola di Dio e nello spirito della Lumen Gentium che ci ha insegnato che i laici “sono resi partecipi dell’ufficio sacerdotale profetico e regale di Cristo e per la loro parte compiono nella Chiesa e nel mondo la missione propria di tutto il popolo cristiano”

*avvocato

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