Legge contro le fake news, il plauso dell’ingegnere Giampiero Folino

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  28 ottobre 2026 22:59

La verità non è un’opinione, né un’arma di parte, né una merce da comprare, vendere o distorcere. La verità è l’aria che respira la democrazia. Quando viene soffocata dalle fake news, dalle manipolazioni e dalle campagne costruite per ingannare, non si attacca soltanto un candidato o un partito. Si attacca il diritto di ogni cittadino a decidere liberamente il proprio futuro. La politica non è un gioco di potere, ma un servizio. È la promessa, rinnovata a ogni elezione, che la voce di un cittadino conta quanto quella di un altro. Per questo la verità non è un dettaglio, ma il fondamento della democrazia. Oggi, però, il voto può essere attaccato senza nemmeno toccare una scheda. Bastano false notizie, bot, video manipolati dall’intelligenza artificiale e campagne coordinate per confondere le persone, screditare candidati e istituzioni, e alterare la libera formazione della volontà degli elettori. Non è fantascienza, ma una minaccia concreta, già riconosciuta dal Parlamento europeo, che ha approvato il 15 settembre 2026 le raccomandazioni dello “Scudo europeo per la democrazia” per proteggere le istituzioni da interferenze straniere, disinformazione e minacce ibride. Da calabrese, lo dico con convinzione. Questa battaglia non riguarda soltanto Roma, Bruxelles o le grandi campagne nazionali, riguarda anche il crotonese, i nostri piccoli Comuni. In un paese piccolo una voce falsa può fare più danno che in una grande città. Un messaggio ingannevole può colpire la reputazione di un sindaco onesto, un’amministrazione trasparente, un candidato meritevole. Può trasformare una scelta locale in una battaglia di odi, bugie e sospetti. E quando si avvelena il dibattito locale, si avvelena la fiducia dei cittadini nella politica tutta. Difendere le elezioni locali, regionali, nazionali ed europee significa quindi difendere il diritto di ogni cittadino, dal piccolo Comune calabrese alla Capitale, di scegliere liberamente, con informazioni vere. Per questo saluto con interesse il disegno di legge n. 2068, comunicato alla Presidenza del Senato il 22 ottobre 2026 e d’iniziativa delle senatrici Stefania Craxi e Daniela Ternullo. La proposta delega al Governo l’adozione, entro dodici mesi, di norme per tutelare il processo elettorale a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, al fine di garantire elezioni libere da ingerenze straniere e manipolazioni informative. Il cuore della proposta è semplice e giusto. Occorre monitorare le informazioni relative alle campagne elettorali, per prevenire disinformazione e screditamento di partiti, candidati e processo elettorale. Occorre agire in modo tempestivo e coordinato, a livello nazionale ed europeo, davanti alle campagne di manipolazione. Occorre contrastare le notizie false generate dall’intelligenza artificiale, garantendo agli utenti delle grandi piattaforme online la possibilità di distinguere tra informazione vera e informazione falsa. Servono inoltre strumenti tecnologici avanzati per prevenire i rischi, anticipando e mitigando manipolazioni, attacchi informatici e amplificazione artificiale dei contenuti. Il disegno di legge prevede la nascita di un Comitato speciale, presieduto dall’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e composto da esperti indicati anche dai gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione. Infine, richiede che l’Autorità renda conto al Parlamento, con relazioni semestrali sulle attività svolte e sui rischi rilevati. Non si tratta di limitare la libertà di espressione. Si tratta di proteggere la libertà di scegliere. Una cosa è il dibattito politico, anche acceso e conflittuale, che è la vita stessa della democrazia, altra cosa è la manipolazione industriale della verità, condotta con algoritmi, bot e contenuti artificiali per ingannare gli elettori. Chi crede nella politica al servizio del cittadino non può accettare che la menzogagna diventi un’arma elettorale. Chi crede nella trasparenza non può tollerare che finanziamenti, propaganda e algoritmi possano alterare la competizione. Chi crede nella meritocrazia non può permettere che un candidato valido venga sepolto da una campagna di calunnie digitali. Il Parlamento europeo ha chiesto alle piattaforme di contrastare più efficacemente le interferenze elettorali mediante bot, di applicare con maggiore rigore le norme sui servizi digitali e sull’intelligenza artificiale e di considerare le infrastrutture elettorali come infrastrutture critiche. L’Italia deve fare la sua parte, con regole chiare, controlli effettivi e piena responsabilità davanti al Parlamento. Non chiediamo privilegi per i politici, ma protezione per i cittadini, perché quando una bugia decide il voto, non vince un partito,  perde la democrazia. Servono strumenti forti, ma anche regole trasparenti, garanzie parlamentari e rispetto delle libertà fondamentali. Il disegno di legge Craxi-Ternullo va in questa direzione. Mette la sicurezza della Repubblica al servizio della sovranità popolare, non contro di essa. L’Italia non deve essere un campo di battaglia per interferenze straniere. I calabresi, come tutti gli italiani, vogliono decidere il proprio futuro con la testa, non con algoritmi progettati per manipolarli. Difendiamo la verità, il voto, la democrazia, con scelte di buon senso.
 *Giampiero Folino* 
 *Ingegnere calabrese*

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