L’essenza di questo Natale nelle parole di Nina Presta

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Nina Presta con le figlie Ersilia e Gilda insieme alla nipote Giorgia
  26 dicembre 2020 08:54

di GIOVANNA BERGANTIN 

Il calendario a colori con le ultime varianti rimescola impietosamente le carte, rimettendo in gioco tutti i nostri programmi per le feste. Ma nella penombra della sera le luci del Presepe invitano ognuno a risolvere il proprio sudoku e a salvare almeno la festa della famiglia. Ed è a Natale che si ritorna all’album dei ricordi, alle proprie radici, ai genitori, ai nonni, ai cugini, agli zii. Quest’anno sarà dura. Non diamo certo per scontato il fatto di poterci ritrovare, ma siamo supereccitati nell’esprimere l’attesa e il desiderio dell’eventualità di poter stare di nuovo insieme. “E torna, il Natale,  in un’atmosfera di tristezza, di ansia, di solitudine, di isolamento, con la presenza inaspettata sul nostro cammino del coronavirus che miete tante vittime. Perciò sarà vissuto nel rigore e nella sobrietà. Ci mancheranno il calore con parenti e amici, la messa di mezzanotte, lo scambio dei regali, i baci e gli abbracci”, dice Marianna Presta, per tutti Nina, dalla scrivania della sua casa di Diamante, circondata dall’affetto del gruppo di famiglia,  con Ersilia e Gilda, le figlie, e la neolaureata nipote Giorgia.

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“Sono sacrifici che aiutano a tutelare la nostra salute. E in quest’anno il migliore regalo di Natale sarà tenere alta la guardia e rispettare le regole dei diversi decreti”. Una lezione che parla a tutte le persone di buon senso e arriva dritta al cuore. “Sarà questo un Natale triste, ma vissuto con più religiosità e umanità. Un Natale che ci fa riflettere sull’importanza di stare uniti e percorrere la strada dell’amore, della solidarietà e della pace. Quella pace che si costruisce giorno dopo giorno nel nostro percorso di vita. I mali di questo mondo sono tanti – continua Nina – ma il più tragico è quello della differenza tra un mondo opulento e un mondo fatto di miseria dove ancora milioni di bambini muoiono”. La signora Nina snocciola il discorso con autorevole tranquillità, modula la voce e catalizza l’attenzione con la sua capacità di mettere bene in fila le parole. Nulla di nuovo per chi conosce la storia umana e politica di Nina Presta, protagonista di appassionate battaglie per i diritti, la salute e l’occupazione, convinta sostenitrice, col suo impegno politico, della parità di genere e dell'emancipazione femminile negli anni in cui, ricorda, “le donne erano considerate solo “angeli della casa, custodi della famiglia”.

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Nina Presta, insegnante nella scuola elementare,  intraprende l’attività politica nel 1970 “in un piccolo paese come Diamante, in un partito che non era la D.C. benedetta dalla chiesa” e con l’avvento delle Regioni entra in lista alle elezioni regionali nel PSI riportando un ottimo risultato. Erano anni in cui la partecipazione delle donne alla vita politica non era così scontata, anzi era ritenuta  “inconcepibile” anche dalla stessa famiglia. Nina racconta che contò sul sostegno di due grandi alleati, “mio marito e mio padre, i soli a darmi la forza di continuare nel mio nuovo percorso di vita”.

Nina Presta col marito Giuseppino Magorno in una vecchia foto dell’album di famiglia

Diventa segretaria della sezione del Psi di Diamante e nel 1976 è vicesegretaria  nella provincia di Cosenza. ”Organizzo – racconta - nel 1974 con i compagni del Pci uno sciopero degli abitanti di alcune contrade, dove mancava tutto: luce, acqua, fogne, strada. In quella notte di occupazione della sala comunale ero la sola donna – ricorda  Nina – in mezzo a tanti uomini fiduciosi che avremmo risolto i loro problemi. Ho rischiato di essere arrestata da un tenente dei carabinieri. Il Sindaco mi aveva denunciato per interruzione di pubblico servizio, ma il carabiniere si rese conto che aspettavamo solo il Sindaco per esporre il problema di tanti cittadini. Il mattino dopo, lo stesso carabiniere che era venuto ad arrestarmi costrinse il primo cittadino ad incontrare al Comune i contadini. Fu dopo quello sciopero che molti problemi vennero risolti e grazie all’intervento dell’assessore Mundo fu realizzata anche una strada”. Ricostruisce la scena come un attore a teatro.

“Un’altra grande conquista fu il tempo pieno a scuola - ricorda -  Nel 1973 il partito mi presentò nel collegio provinciale di Belvedere e nel ’76 mi mise a capo di una lista di sinistra.”  Nina durante la sua azione politica si batte in difesa dei diritti di contadini, donne, minoranze rom e per il diritto alla salute dei cittadini, in particolare delle fasce più deboli della popolazione. Ma la sua è stata una vita di record. Nell’80 diventa Presidente dell’U.S.L. N.1 comprendente i territori dell’Alto Tirreno Cosentino. L’unica donna in Italia su 625 presidenti di USL a ricoprire il ruolo che mantenne fino all’89. “Nei miei otto anni di attività nella sanità ho lavorato tanto per dare ai cittadini  servizi adeguati alla tutela della salute. Un ospedale sicuro per interventi e cure e nel territorio avevamo organizzato distretti e poliambulatori con servizi rispondenti alle richieste degli utenti. Importante l’istituzione di Consultori con diverse prestazioni”.

 Ricordi che per questo Natale, Nina ha voluto condividere con noi dopo averli scritti a mano su un foglio con sicura grafia.

 

 

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