
Nel salotto tv di Filippo Coppoletta e Sonia Libico, Lino Banfi lancia con ironia la candidatura di Oronzo Canà per la panchina azzurra e regala spaccati di pura umanità, dall'affetto del Sud alla stima di Papa Francesco.
28 luglio 2026 13:21di GUGLIELMO SCOPELLITI
Un bicchiere di carta tra le mani, la battuta pronta prima ancora del microfono e quella mimica inconfondibile che ha fatto la storia della commedia italiana. Quando Lino Banfi fa il suo ingresso nell’area lounge del Magna Graecia Film Festival i telefoni si alzano all’impazzata, ma bastano pochi secondi e un cenno dei suoi perché la distanza con il pubblico e gli addetti ai lavori si annulli del tutto. Più che un’intervista, un’adunata d’affetto sincero.
Intervenuto in diretta durante la puntata di Dentro il Festival, la trasmissione in diretta de La Nuova Calabria, l’attore pugliese trasforma la chiacchierata condotta con misura ed elegante da Filippo Coppoletta e Sonia Libico in una vera lezione di vita e di spettacolo. Coppoletta gli si sporge accanto con il microfono spianato, Libico ascolta rapita, e Banfi tiene la scena con il mestiere purissimo dei grandissimi, quelli che non hanno più bisogno di alcun copione per far ridere o commuovere.
“Io sto notando che alla soglia dei novant'anni sono diventato duro come un sasso”, scherza subito Banfi sornione, strappando la prima risata aperta della serata. Ma poi lo sguardo si fa dolcissimo, l'accento si ammorbidisce e il tono si abbassa quasi a cercare una confidenza con chi guarda: “La verità è che il Sud possiede un affetto caloroso, viscerale, che ti avvolge prima di chiunque altro. Negli ultimi tempi, però, è successa una cosa strana, bellissima: anche al Nord hanno imparato a volermi bene così, mi vedono come un padre, come il nonno di casa”. La memoria corre allora a un incontro speciale, uno di quelli che segnano un’intera esistenza. Banfi si interrompe un istante, fissa l'obiettivo con l'orgoglio sommesso della brava gente e racconta che “quando persino Papa Francesco mi ha confidato che la gente parla la mia lingua e che sono riuscito a toccare il cuore di quattro generazioni, beh, lì ho capito davvero il senso di tutto quello che ho fatto”.
Il ritmo decolla quando Sonia Libico azzarda la provocazione calcistica: con il caos sulla panchina azzurra tra il mancato arrivo di Andrea Pirlo e le turbolenze dirigenziali segnate dai recenti addii di Paolo Maldini e Leonardo, potrebbe essere giunto il momento per Oronzo Canà di proporsi come nuovo commissario tecnico della Nazionale? Il Coppoletta rincara la dose chiedendo se l'intramontabile modulo 5-5-5 possa rivelarsi la chiave tattica vincente nel calcio di oggi. “Può funzionare, anzi deve funzionare!”, replica l'attore divertito, prima di lasciarsi andare a una battuta irresistibile sulle sue prospettive future: “Detto tra noi, mi mancano quattordici anni prima di compiere un secolo intero, quindi ho ancora almeno quattro anni di contratti veri, pesanti, da far rispettare assolutamente!”.
Eppure, dietro la scorza dell'istrione e la risata travolgente, emerge una riflessione profonda sul presente. In un’epoca dominata da algoritmi e fredde solitudini digitali, Banfi rivendica la supremazia dei sentimenti reali. “La persona è quella che conta, la realtà vera e non quella artificiale”, osserva muovendo le mani con un velo di felice pudore. “È la socialità autentica che mi fa sentire vivo, che mi permette di essere ancora un po' poeta e di andarmene in giro senza curarmi troppo di cosa accadrà domani”.
Mentre le luci dello studio tv si smorzano e la serata scivola verso la Notte del Festival, resta il calore di una chiacchierata indimenticabile. Stasera, martedì 28 luglio, Banfi tornerà da re sul grande palco per ricevere l’omaggio di Soverato e presentare fuori concorso Lino d’Italia – Storia di un italiano, il documentario firmato da Marco Spagnoli. Ma l’impronta lasciata in questo salotto tv resta una delle pagine più umane dell'edizione: la testimonianza di un artista che non ha mai smesso di stare in mezzo al suo popolo.
L'ingresso a tutti gli eventi del Magna Graecia Film Festival, in arena e al Teatro Comunale, è gratuito, senza prenotazione, sino ad esaurimento posti. Nello specifico, in arena, si potrà accedere dalle ore 20 e la serata avrà inizio alle ore 21. Tutto il programma è consultabile sul sito del festival all'indirizzo https://www.mgff.eu/programma.
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