L'intervista a Fabio Guerriero (S&D). Un accordo con i 5Stelle? "Una pietra tombale per le speranze dei calabresi"

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images L'intervista a Fabio Guerriero (S&D). Un accordo con i 5Stelle? "Una pietra tombale per le speranze dei calabresi"
Fabio Guerriero
  20 dicembre 2020 18:18

di ENZO COSENTINO

“Socialist&Democratici” non vanno a rimorchio di chi nel centrosinistra guarda ad un accordo con il Movimento 5Stelle e dal loro punto di vista demonizzano l’eventualità di una candidatura pentastellata alla Regione. Una posizione che in questo momento in cui su regia del Pd si stanno facendo i primi passi per le “prove tecniche” di coalizione fa anche discutere nel Pd. “Socialisti e Democratici” potrebbero non restare isolati. Il Movimento - di cui è presidente Fabio Guerriero- guarda, comunque, con particolare interesse alle vicende politiche calabresi e a quelle interne al partito dem di cui è una “costola”. Lo conferma Guerriero nell’intervista che vi proponiamo.

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Presidente Guerriero, il suo movimento all’interno del Pd ha assunto, per scelta politica, di non schierarsi a favore di un accordo elettorale con i 5Stelle che sfoci in una candidatura presidenziale pentastellata. Una “voce” fuori dal coro?

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“Può darsi. Ma I 5 stelle non hanno dimostrato di essere all’altezza della fiducia che l’elettorato aveva loro tributato. Troppa incompetenza sta mortificando la voglia di riscatto emersa dalle urne. Il Pd ha tra le sue fila donne ed uomini in grado di rappresentare degnamente i calabresi, non vi è il bisogno di affidare ai rappresentanti penta stellati un ruolo così delicato.”

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Una candidatura pentastellata (se passa) stravolgerebbe gli equilibri sia nel Pd che in tutta la coalizione del centrosinistra?  

“Snaturerebbe la vocazione di governo del Pd e, soprattutto, sarebbe la pietra tombale delle speranze dei calabresi già disorientati dai troppi tentennamenti del governo giallo-rosso nazionale. Non ritengo sia probabile che ciò accada, anche se alcuni segnali vanno in questa direzione. Si consumerebbe una rottura con il nostro elettorato non più sanabile.”

“Socialisti e democratici”, nella eventualità, dove e come si collocherebbe?

“Difficile a dirsi. Certo che noi socialisti siamo il contraltare al populismo inconcludente dei 5 stelle. Altresì non potremmo sostenere una coalizione diversa da quella a trazione riformista che sta esclusivamente nel centro sinistra. Certo è che con il voto congiunto ci troveremmo in forte imbarazzo a sostenere un candidato indicato dal duo Casaleggio-Grillo.”

“C’è chi vocifera che potrebbe esservi un avvicinamento a “Italia viva” di Renzi.”

“Improbabile, forse anche di più. Renzi a cui va riconosciuta ancora oggi una grande capacità di analisi politica e di proposta ha fallito irrimediabilmente l’opportunità che il Paese aveva lui dato. Il Renzi di oggi è un parente lontano del Presidente del Consiglio di 4 anni addietro. Il rancore ed il tatticismo prevalgono sul bisogno di equilibrio che 4 milioni di disoccupati ed inoccupati ci chiedono. Su questa strada non ci si può incontrare.”

Elezioni il 14 febbraio: quanto lo svolgimento della campagna elettorale ne risentirebbe a scapito delle forze politiche che in Regione sono opposizione?

“Impensabile votare in piena pandemia. Lo dico a prescindere dalla valutazione su chi se ne avvantaggia. Parlo da cittadino elettore che si troverebbe dinnanzi alla scelta se andare a votare rischiando la propria incolumità o restare a casa rinunciando ad un diritto/dovere. Certo è che il pseudo presidente attuale andrebbe rimosso con efficacia retroattiva e quindi il voto immediato è indispensabile. Ma questa è solo un altra evidenza della inadeguatezza della proposta politica della destra, in quanto ricordo a tutti che Spirli è presidente in quota Lega di Salvini. La Calabria è proprio una terra sfortunata.”

Presidente Guerriero le candidature di lista potrebbero essere un altro problema per il PD?

“Certamente lo saranno. Leggo di riunioni convocate dal commissario a cui partecipano anche alcuni “amici” mentre vengono tenuti fuori deputati, rappresentanti nazionali e regionali del PD. Ho come l’impressione che pur di raccogliere qualche voto in più si darà nuovamente spazio a interessi personali a discapito di un progetto di lungo respiro. “

Socialisti e Democratici” sarà rappresentata nelle liste dem o farà una corsa a solo?

“S&D nasce per raccogliere l’area socialista e contribuire a rafforzare l’area riformista del Pd. Certo che questa operazione non è ben vista dai tanti conservatori all’interno del Partito. Ma il nostro è un progetto politico e, quindi, di prospettiva che non si fermerà dinnanzi agli ostacoli messi in campo da miopi dirigenti locali.” 

Chi fa politica è comunque sempre portato a guardare anche in “casa” degli avversari. Lei lo ha già fatto? Il riferimento è alla triade che guida il centrodestra, e cosa  ne pensa?

“La storia politica e personale della triade di centro destra si commenta da se. Pur essendoci in Calabria donne ed uomini di destra che siedono al Parlamento e che rappresentano degnamente la nostra terra non posso stigmatizzare che una destra a guida Salvini/Spirli mi incute timore. Quale proposta per la Calabria può nascere da un dichiarato anti meridionale come Salvini che oggi, di fatto, guida la destra nazionale e regionale?”

Personalmente sta pensando di scendere in campo?

“Sempre disponibile, se richiesto, a dare un contributo alla causa. Conscio che si tratta sempre e solo di un contributo in quanto i bravi dirigenti del Pd locale con l’avallo del commissario faranno, come hanno fatto, di tutto per non far emergere la componente socialista. Pensi che alle ultime regionali hanno candidato nel mio collegio ben tre persone miei vicini di casa senza far esprimere alla città di Lamezia Terme nessun candidato pur di garantire l’elezione al costruttore della lista Pd. Neanche in questo ci sono riusciti.”

Quali secondo lei i temi da trattare parlando alla gente e che potrebbero riavvicinare gli astensionisti al voto?

“Esiste un solo tema principe che interessa i calabresi sin dal 1861, il lavoro. La migrazione per lavoro ha fatto si che 5 milioni di calabresi siano oggi “dispersi” per il mondo. Nell’era della società digitale e del lavoro dematerializzato pensare che la Calabria debba continuare a veder migrare i propri figli è la certificazione del fallimento delle politiche regionali di destra e di sinistra.”

Candidature “catanzaresi” nelle liste del Pd in che misura potrebbero avere riflessi nel futuro per il famoso “dopo Abramo” quando si voterà nel Capoluogo di Regione dove politicamente sembra essersi creato un vuoto?

“Il dopo Abramo è già iniziato. Il Pd catanzarese non è ancora pronto all’appuntamento con “la storia”. Come sempre. La quasi nulla rappresentanza cittadina all’interno del Pd provinciale fa si che il partito sia fuori da ogni gioco. Forse anche la completa assenza di opposizione ai 20 anni di sindacatura Abramo è frutto del disegno di qualche dirigente Pd che aveva interesse a non disturbare il manovratore. Il dopo Abramo ci sarà ma sarà certamente non strettamente collegata al Pd. La partita è già iniziata e chi ha a cuore le sorti del capoluogo la sta già giocando. Con tutti coloro che sono interessati a dare un futuro alla città, senza distinzione alcuna.”

 

 

 

 

 

 

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