L'INTERVISTA. Dopo la scossa di terremoto nel catanzarese, Di Lieto (Codacons) incalza: "Scuole da chiudere. Invitiamo i presidi alla protesta"

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images L'INTERVISTA. Dopo la scossa di terremoto nel catanzarese, Di Lieto (Codacons) incalza: "Scuole da chiudere. Invitiamo i presidi alla protesta"
Francesco Di Lieto, vice presidente nazionale del Codacons
  07 ottobre 2019 15:57

di STEFANIA PAPALEO

Dopo le scosse di terremoto che, questa mattina, hanno colpito la Calabria, si amplia il dibattito sulla sicurezza degli edifici scolastici. Un aspetto sul quale da anni batte il Codacons, con denunce e diffide rimaste puntualmente inevase. Tanto che, in seguito all’allarme lanciato dall’Associazione, alcuni presidi hanno scritto nero su bianco alle Istituzioni competenti di declinare ogni responsabilità in merito alle condizioni strutturali degli istituti scolastici rispettivamente guidati. E la loro nota è arrivata, di volta in volta, per conoscenza, anche sulla scrivania del vice presidente nazionale del Codacons, avvocato Francesco Di Lieto.

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Avvocato Di Lieto, da anni si batte per una scuola più sicura. La sua battaglia ha trovato riscontri?

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“Da anni chiediamo di conoscere le condizioni strutturali degli edifici scolastici, la conformità alle norme antisismiche ed antincendio, in modo da poter analizzare le criticità e le condizioni di rischio. Tuttavia, fino a oggi   abbiamo riscontrato soltanto un lungo e imbarazzante silenzio da parte di Comuni e Province, nonostante la delicatezza della questione”.

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La dirigenza scolastica come si pone in tal senso?

“Non accettiamo che la responsabilità, in caso di crollo, sia del dirigente scolastico che, com’è noto, non ha fondi per porre in essere i necessari lavori di adeguamento delle strutture”.

Mi sembra di ricordare che qualche preside ha provocatoriamente declinato ogni responsabilità in tal senso.

“Non più tardi di venerdì scorso una dirigente scolastica di Lamezia Terme   ha chiesto spiegazioni visto che, per gli edifici di propria competenza, non era in possesso della documentazione prevista per legge”.

E le Istituzioni, al netto delle mancate risposte alle sue diffide, cosa fanno?

 “Nessuna istituzione ha dato priorità alle obbligatorie verifiche sulla sicurezza in un territorio a rischio sismico elevatissimo. La fotografia dell’edilizia scolastica calabrese  è sconfortante: se un edificio scolastico non è in possesso del certificato di agibilità, vuol dire che a tutti gli effetti di legge non è agibile, quindi andrebbe chiuso per tutelare i ragazzi, gli insegnanti ed il personale scolastico”.

Dunque, parliamo di scuole che non hanno certificati antisismici e certificati di agibilità.

“Proprio così, per questo motivo ci eravamo rivolti  non solo all’Ufficio scolastico regionale ma anche ai Prefetti affinché “assumessero tutte le doverose iniziative per tutelare la salute dei bambini e del personale, compresa quella di subordinare l’inizio delle attività scolastiche”. A tutt’oggi nulla. Per affrontare il problema, come sempre, si attende la tragedia”.

La scossa di questa mattina ha destato grande allarme.

“Certo e così oggi, dopo le scosse di terremoto, sono sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza degli edifici scolastici. Per questo motivo il Codacons sollecita l’immediato intervento dei Prefetti, nonchè dell’Ufficio di Procura, affinché provveda al sequestro di tutte le scuole non a norma”.

Quindi, secondo Lei i sindaci dovrebbero chiudere le scuole non a norma?

“Riteniamo che un sindaco che rifiuti di chiudere degli edifici scolastici privi dei certificati di agibilità e che non rispondano ai canoni tecnici antisismici, soprattutto in una terra come la Calabria ad elevato rischio sismico, debba essere chiamato a rispondere del reato di omissione di atti di ufficio. Sacrosanta l’evacuazione delle scuole, anche se si registrano proteste per i soliti rimpalli nell’assunzione di responsabilità. Ci viene segnalato che, ad esempio, in un Liceo si sia imposto ai ragazzi di non comunicare con l’esterno e rimanere rintanati in classe per circa un’ora in attesa che venisse presa una decisione. Un comportamento che desta qualche perplessità, anche alla luce della paura di nuove scosse e delle scene di panico che ci vengono evidenziate”.

In Calabria  risultano censiti 2.408 edifici scolastici, di cui solo 832 edifici sono in possesso del certificato di collaudo statico e solo 382 hanno ottenuto il certificato di agibilità. Tutte le altre allora andrebbero chiuse?

“Proprio così. Praticamente l’85% delle scuole calabresi non è agibile e, quelle pochissime che hanno le certificazioni di agibilità ed antisismiche, le certificazioni fanno riferimento a vecchie normative, oramai superate. Alla luce di questi dati riteniamo sia da irresponsabili chiudere gli occhi sperando che non si verifichino tragedie”.

Ai Dirigenti scolastici che appello lancia?

“Ai dirigenti scolastici chiediamo collaborazione. Confidiamo che - preso atto dell’assenza delle obbligatorie certificazioni - vogliano avviare una clamorosa azione di protesta, capace di calamitare l’attenzione su un problema drammaticamente sottovalutato e che mette a rischio la vita di ragazzi ed insegnanti. È giunto il momento di dire basta a questa interessata ipocrisia per questo attendiamo fiduciosi l’invocato provvedimento di sequestro”.

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