L'intervista, Quagliariello e le due liste di Italia al Centro a Catanzaro: "Obiettivo doppia cifra"

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L'intervista al senatore e coordinatore nazionale di Italia al Centro negli studi de La Nuova Calabria. Su Donato "Ho ascoltato il territorio". "Siamo molto radicati in Calabria"

  03 giugno 2022 22:09

di GABRIELE RUBINO

Saremo al nostro debutto. Italia al Centro vorrebbe essere la prima aggregazione di tutte le liste centrali e di tutti i movimenti centrali, soprattutto di quelli che hanno un radicamento locale. Si presenta in oltre 30 comuni sopra i 15 mila abitanti e in tutti i capoluoghi di regione: Genova, Palermo, Catanzaro e L’Aquila. Abbiamo dovuto constatare una grande volontà di partecipazione. Avere due liste anziché una vuol dire una grande disponibilità di candidati. Mi augurerei che tutte e due le liste insieme avvicinino il risultato della doppia cifra. Questo è l’augurio. È evidente che per una formazione qualsiasi risultato al di sopra del 5,7%, che è il risultato delle ultime Regionali, è il benvenuto”. Così il senatore Gaetano Quagliariello in un’intervista negli studi de La Nuova Calabria sulle prossime Amministrative a Catanzaro. Due le liste di riferimento: Catanzaro prima di tutto e Italia al Centro a sostegno del candidato a sindaco Valerio Donato.

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AL SUD DOPO IL FALLIMENTO DEL M5S C'E' UNA GRANDE LIBERTA' DI CONSENSI- Quagliariello è stato il leader nazionale che è venuto più spesso nel Capoluogo. “Sono venuto molto a Catanzaro perché c’è una ragione. Sono convinto dal punto di vista culturale e politico che il futuro dell’Italia si giochi al Sud. Alle ultime politiche c’è stato un movimento che al Sud ha preso voti e seggi come mai nessun altro nella storia d’Italia. È il Movimento 5 Stelle: questa proposta è fallita. C’è una grande libertà di consensi che aspettano di essere orientati. La seconda ragione è che l’Italia se vuole crescere e ripartire deve farlo dove è più indietro. Si può crescere qui. L’Italia ha bisogno di crescere perché ha preso molti soldi in prestito e fatto molte operazioni che pesano sul nostro debito pubblico. La terza ragione è di tipo culturale. Il mondo è cambiato due volte in poco tempo: prima con la pandemia e poi con la guerra. Dovremmo orientarci verso una società calda, non centralizzata, che riparta dai territori e che potenzi molto le città medie, come per l’appunto Catanzaro”.  

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SULLA SCELTA DI DONATO HO ASCOLTATO IL TERRITORIO. SI RAGIONERA' SEMPRE DI PIU' COME FATTO A CATANZARO- Sull'adesione alla proposta civica messa in campo da Valerio Donato e che ha abbandonato i 'tradizionali' schieramenti di campo, il senatore ha risposto: “Una coalizione oggi come è oggi non è un insieme di ideologie e non è nemmeno qualcosa che nasce da un mero calcolo elettorale, altrimenti si tratta di una truffa. La coalizione è l’offerta di un programma di governo ai cittadini. Questo vale ancor di più nei territori e nelle città. Credo che quando un dirigente politico oggi arrivi una città debba innanzitutto ascoltare e fidarsi delle persone delle quali a stima. Un tempo tu arrivavi nelle città ed eri il custode dell’arca santa, di alcuni valori e delle ideologie. Oggi non è più così. Quando si arriva in una città devi proporre dei principi ma devi soprattutto ascoltare. Quello che mi è stato detto è che tra le tante proposte in campo questa (Donato, ndr) sarebbe stata la soluzione migliore. Con franchezza ho avuto modo di incontrare Donato e ne ho ricevuto un’eccellente impressione soprattutto per la sua indipendenza dalle logiche partitiche. Oltre questo non mi sento di dire. Secondo me, sempre di più si ragionerà come a Catanzaro e chi privilegia un’ottica di schieramento politico preconcetto sbaglia. Sempre di più in una città le cose importanti non sono né di destra né di sinistra, ma sono della città”.

SIAMO UN PARTITO MOLTO RADICATO IN CALABRIA-In Calabria abbiamo quasi un partito di massa. Dopo la Liguria è la regione dove siamo più radicati e mettiamo assieme due aspetti. Una certa esperienza. Non ho mai capito perché nessuno di noi si farebbe operare da un medico che non è mai entrato in una sala operatoria. E poi abbiamo dei giovani entusiasti che stanno nelle nostre liste”.

 

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