L'intervista. Wanda Ferro: "Nessun attrito nel centrodestra. Sul candidato decideranno i leader nazionali"

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Wanda Ferro
  22 dicembre 2020 17:04

di ENZO COSENTINO

L’onorevole Wanda Ferro, fortemente e quotidianamente impegnata nella attività istituzionale per la difesa degli interessi della Calabria proponendo in più e diverse circostanze emendamenti e interrogazioni a leggi e decreti del Governo a nome del gruppo FdI, di questi tempi segue le vicende politiche calabresi nello svolgimento del suo incarico di coordinatrice regionale. In vista delle “regionali” FdI vuole ulteriormente capitalizzare la crescita dei consensi. Al tavolo delle trattative dello schieramento il Partito di Giorgia Meloni nel caso in cui per la designazione  della candidatura presidenziale fosse “invitato” a farsi avanti (ma FI non ha alcuna intenzione di demandare ad altre forze se non per se stessa l’onore e l’onore della indicazione) avrebbe già il nome pronto. Quello dell’on Ferro è in pole position. Su questo argomento e di altri abbiamo realizzato l’intervista che vi proponiamo.

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Onorevole Ferro, nuove elezioni, purtroppo per cause forzate e tristi, incombono sulla nostra Regione: preludio di un altro difficile periodo dal momento che la politica calabrese sembra essere, come si suol dire, “alla frutta”?

 “La dolorosa scomparsa di Jole Santelli ha lasciato la Calabria senza la sua guida forte e autorevole in un momento davvero difficile, ma il lavoro che aveva avviato, l’impegno della sua squadra di governo credo sia la dimostrazione che la politica calabrese non sia affatto alla frutta, ma anzi abbia invece qualità e passione da mettere in campo per segnare un’inversione di rotta. La differenza la fa il coraggio delle scelte, la capacità di individuare in ogni ruolo persone competenti, disposte al sacrificio e capaci di una visione. Ma questo coraggio, questa responsabilità, devono averla soprattutto i cittadini, attraverso l’esercizio del voto. I partiti devono fare la loro parte, attraverso la selezione delle candidature, per la quale sarebbe auspicabile avere la disponibilità di maggiori strumenti di verifica e controllo, ma in molti casi è sufficiente la conoscenza del territorio e delle sue dinamiche. I partiti devono cogliere la sfida la sfida, nella composizione delle liste, di preferire la qualità al consenso a tutti i costi. Poi devono essere i cittadini a scegliere persone capaci, perbene, trasparenti, senza farsi condizionare dalla logica del bisogno che la buona politica, dal canto suo, deve riuscire a scardinare. Bisogna rompere quel circolo vizioso che trasforma il diritto in favore e il favore in consenso”.  

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Una impressione popolare: il movimentismo civico, specialmente in Calabria, sta sostituendo i partiti E’ un fenomeno legato al fallimento della politica? O son mutati i “gusti” dei calabresi?

 “Io ho sempre visto con favore l’impegno civico dei cittadini, anche al di fuori dei partiti. Sono sempre scettica, invece, quando il civismo, parlando alla pancia e facendo leva sulla rabbia della gente, diventa una porta di servizio della cattiva politica. Capita spesso che, alla prova dei fatti, queste esperienze civiche si rivelino poco coerenti con le promesse di cambiamento, e finiscano per replicare gli aspetti più deteriori delle dinamiche partitocratiche”

Uno sguardo in casa altrui? Lo schieramento di centrosinistra sta per diventare un “magma politico” più di quanto non sembra per il centrodestra. Quanto può essere fondata questa visione?

Non guardo in casa d’altri, mi limito a rilevare che ancora una volta il centrosinistra tenta un accordo disperato tra posizioni e sensibilità profondamente differenti, con il solo obiettivo di contrastare una coalizione di centrodestra che da anni condivide valori e programmi. Un accordo per il potere che può riuscire a sommare i consensi, ma che non riesce mai a tradursi in un chiaro, solido ed efficace programma di governo. I nodi delle divisioni, dei contrasti e delle differenze di visione vengono sempre al pettine, con effetti disastrosi nella gestione politica e amministrativa. La Calabria non ha certo bisogno di replicare l’esperienza fallimentare del governo Conte”.

Feste in arrivo con limiti Covid per i festini. La politica di destra, centro, sinistra però in questi giorni ha allestito egualmente i “tavoli” per le trattative. Chi candidare alla presidenza della regione: ecco il vero punto di attrito fra i diversi partner delle coalizioni. Chi è più litigioso nel centrodestra?

“Guardi, non ci sono attriti, semmai la reale volontà di mettere in campo la proposta migliore per vincere e soprattutto per governare la Calabria con un reale progetto di cambiamento. Il centrodestra calabrese può vantare tante personalità che rispondono a questi requisiti, e la decisione sarà presa con la massima serenità dai leader nazionali della coalizione”. 

Onorevole Ferro, sia da una parte che dall’altra, i problemi di vario tipo e ordine non mancano. Potrebbe essere anche Lei la personalità calabrese che metterebbe tutti d’accordo nel suo schieramento?

Non ho mai nascosto che mi piacerebbe molto affrontare la sfida del governo della Calabria, ed è motivo di orgoglio che questa richiesta mi arrivi da tantissimi cittadini, anche senza legami di partito. Ma come ho detto più volte, Fratelli d’Italia, con la sua classe dirigente fatta di uomini e donne capaci, è a disposizione della coalizione con lealtà, impegno e serietà”.

Dica la verità, un pensierino l’ha fatto e anche stilato un programma di massima perché a questa Calabria si faccia un lifting facendo vedere, si, le criticità ma anche le potenzialità mai completamente valorizzate.

 “Con tanti anni di esperienza amministrativa alle spalle, credo di avere le idee abbastanza chiare su ciò che è necessario per la soluzione delle tante criticità e il rilancio della Calabria. Un programma che nel 2014 avevo sintetizzato nella tagline “Calabria diventa ciò che sei”, proprio facendo riferimento alla possibilità di liberare e sviluppare le tante potenzialità inespresse della nostra terra. Purtroppo all’epoca, dopo l’interruzione traumatica del governo regionale, non c’erano le condizioni per la vittoria del centrodestra”. 

FdI a cosa deve la sua crescita nei consensi anche in Calabria?

 Il nostro obiettivo è che Fratelli d’Italia continui a crescere nella fiducia dei cittadini, che deve trasformarsi in consenso libero e pulito. Siamo un partito giovane, che ha pagato a caro prezzo alcuni incidenti di crescita, ma che è sempre più radicato nei territori e nell’opinione pubblica, grazie soprattutto alla guida di una leader carismatica come Giorgia Meloni, ma anche grazie al lavoro che abbiamo fatto in Parlamento e grazie alle prove di serietà e di impegno dei nostri amministratori, penso al lavoro instancabile che ha fatto il nostro assessore Fausto Orsomarso nel pieno della pandemia per dare sostegno concreto alle imprese travolte dalla crisi e per aiutare il settore turistico. Oggi è cambiato il meccanismo elettorale, con l’introduzione della doppia preferenza di genere, e non è facile fare pronostici sulle percentuali. Noi siamo certi della nostra crescita, ma siamo impegnati soprattutto nella definizione di liste serie e pulite, grazie soprattutto all’impegno e all’assunzione di responsabilità dei coordinatori provinciali, per la loro conoscenza del territorio, nella scelta delle candidature”. 

 

Perché la sanita calabrese è messa tanto male? Forse perché è sfuggita di mano alla politica o perché la politica nazionale ha più colpe? 

“Come ho già avuto modo di affermare alla Camera nel corso del dibattito sul Decreto Calabria, la responsabilità più grave che imputo alla politica nazionale, e quindi ai commissariamenti che si sono susseguiti per oltre 10 anni, è quella di non aver posto un freno all’emigrazione sanitaria. Le nostre tante eccellenze sanitarie sono state penalizzate da mancati investimenti e da riduzioni insostenibili di personale a causa di anni di blocco del turn-over. Un paziente su sei è costretto a farsi curare nelle strutture fuori regione, e la Calabria spende 300 milioni di euro in mobilità passiva. La Calabria è un bancomat per la sanità del centro-nord, e la politica nazionale si è fatta garante di questo flusso di risorse sottratte alla Calabria. Questo è l’interesse economico più forte, che fa leva proprio sulla scarsa qualità dei servizi sanitari offerti in Calabria. In campo sanitario la Calabria può vantare medici straordinari, che ottengono grandi risultati anche nella situazione oggettiva di ritardo infrastrutturale e nella carenza di risorse, ha strutture sanitarie di eccellenza, sia nel settore pubblico che in quello privato. I commissariamenti avrebbero dovuto colmare il gap di ordine, di trasparenza, di efficienza organizzativa, di responsabilità. Invece la sanità calabrese, per responsabilità dei governi nazionali, è sfuggita ad ogni controllo, in un continuo scarico di competenze e attribuzioni che hanno distrutto il nostro sistema sanitario e messo a rischio la salute dei cittadini senza poter mai individuare chiaramente i colpevoli”.

 

Sante Feste: invii un augurio ai calabresi e faccia anche un auspico targato FdI.

E’ un momento davvero difficile,  tanti hanno perso i loro cari, alla paura per il virus e alla crisi economica che investe tantissime famiglie, si aggiunge la sofferenza per la distanza imposta anche agli affetti. Un governo inadeguato anziché favorire la coesione ha creato conflitto sociale, ha messo i cittadini gli uni contro gli altri. Ora che con l’arrivo del vaccino ci avviamo a superare lentamente la pandemia, il mio auspicio è che si possa ricostruire il senso di comunità nazionale, attraverso la solidarietà, attraverso l’impegno per il bene comune, ma anche con l’impegno della politica che deve ripensare il sistema delle tutele lavorative e sociali, un tema su cui noi di Fratelli d’Italia siamo fortemente impegnati in Parlamento, cercando di dare il nostro contributo, pur dai banchi dell’opposizione, nell’interesse degli Italiani”. 

 

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