Liste d’attesa in Calabria, la Tazzina della Legalità: “Non resteremo più in silenzio”

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  11 giugno 2026 17:20

"Ancora una volta riceviamo continue segnalazioni da parte di cittadini e pazienti esasperati dalle interminabili liste d'attesa della sanità calabrese. Per l'ennesima volta siamo costretti a sollevare pubblicamente una problematica che continua a incidere pesantemente sul diritto alla salute dei calabresi. Assistiamo quotidianamente alla diffusione di dati e statistiche che descrivono una situazione in netto miglioramento, ma che, di fatto, non possono essere verificati dai cittadini poiché non vengono resi pubblici in maniera trasparente e dettagliata". Lo scrivono Sergio Gaglianese Presidente de "La Tazzina della Legalità" e Giovanni Primerano Referente sanità " La Tazzina della legalità".

"Apprendiamo dalla stampa che il Direttore Generale di Azienda Zero, il dott. Miserendino, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti dalla Calabria sul fronte delle liste d'attesa, evidenziando performance addirittura superiori alla media nazionale. Tuttavia, la realtà che ci viene raccontata ogni giorno da centinaia di utenti appare profondamente diversa: visite specialistiche ed esami diagnostici vengono spesso programmati dopo mesi, talvolta anni, costringendo molti cittadini a rinunciare alle cure o a rivolgersi alla sanità privata. Per questo motivo abbiamo formalmente richiesto un incontro al Direttore Generale di Azienda Zero, dott. Miserendino, e al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al fine di affrontare concretamente una piaga che continua ad affliggere l'intero territorio regionale"

"Nei giorni scorsi, nel corso di una conferenza stampa, la Tazzina della Legalità ha presentato la sintesi di un documento molto più articolato contenente proposte operative e soluzioni concrete per intervenire in maniera efficace sul problema delle liste d'attesa, e non solo. Non intendiamo limitarci alla denuncia, ma offrire un contributo serio e costruttivo per migliorare il sistema sanitario regionale. Non resteremo più in silenzio. Qualora dovesse persistere l'assenza di risposte e di un confronto istituzionale, ci vedremo costretti a valutare ogni iniziativa utile, compreso il ricorso alle autorità competenti affinché venga accertato il rispetto dei diritti dei cittadini.Il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente garantito e non può essere negato, ritardato o subordinato alle inefficienze del sistema".


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