Lite per un parcheggio a Lamezia degenera nel sangue: 8 indagati

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  07 gennaio 2026 12:42

Sono in totale 8 le persone raggiunte da “avviso all’indagato di conclusione delle indagini preliminari”, emesso dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, notificato nei giorni scorsi dai Carabinieri di Lamezia Terme.

Era la sera del 22 maggio 2025 quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lamezia Terme avevano arrestato un 21enne lametino ritenuto gravemente indiziato del tentato omicidio di un 26enne, raggiunto da due profondi fendenti alla schiena con un coltello di 25 cm, nel corso di una violenta lite avvenuta in un quartiere popolare di Sambiase di Lamezia Terme.

Le indagini avviate nell’immediatezza dai militari avevano consentito di accertare preliminarmente che l’evento era conseguente ad una rissa tra vicini, scaturita per futili motivi, apparentemente legati ad un parcheggio condominiale “occupato” impropriamente.

Gli approfondimenti degli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno consentito di documentare meticolosamente e con precisione, le fasi della rissa avvenuta tra gli appartenenti a due famiglie residenti nel quartiere popolare sambiasino, identificandone tutti i partecipanti e i rispettivi ruoli assunti. L’indagine dei militari si è concentrata, in particolar modo, sull’acurata analisi di tutti i filmati dei sistemi di videosorveglianza acquisiti nella zona, messi a sistema anche con le numerose dichiarazioni assunte dai testimoni oculari.

Gli accertamenti eseguiti hanno anche consentito di documentare l’utilizzo di armi improprie nel corso della rissa, tra cui un badile e una roncola.

Tra gli indagati figurano la vittima stessa dell’accoltellamento, che nella circostanza dovette ricorrere a intervento chirurgico d’urgenza presso l’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e il suo stesso aggressore, entrambi individuati quali partecipi nelle fasi del violento scontro tra le due fazioni opposte.

Tutti i relativi procedimenti penali pendono nella fase delle indagini preliminari presso la competente Autorità Giudiziaria.


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