
di LUIGI COLOSIMO
Quello che ho visto venerdi sera a Monza , l' atto conclusivo del bellissimo campionato di Serie B 2025-2026, è stato davvero tante cose tutte insieme.
Di sicuro una gran partita, intensa in campo quanto corale e coinvolgente sugli spalti.
L'atteggiamento di rispetto tra due tifoserie così diverse e così lontane ma così simili e cosí vicine nell'onorare al meglio la cornice dell'evento, nella piena consapevolezza della posta in palio.
Ma la cosa di gran lunga più importante che ha avuto luogo , è stato il disvelarsi per la prima volta ad un audience di portata globale...di qualcosa che trascende il calcio e ben altro.
Un Qualcosa che per Dante 'move il Sole e l'altre stelle' : l' Amore.
Intenso , puro , ereditato dai Padri e dai Nonni , custodito come una reliquia ed espresso nella forma di un marchio indelebile impresso a fuoco nell'anima e sui volti di migliaia di persone.
Quel genere di cose che tanto più oggigiorno non si vedono così spesso.
Il riverbero mediatico è stato immediato, univoco , sincero e ammirato.
Da ogni angolo della Penisola, si sono manifestati elogi alla tifoseria , alla squadra , all'allenatore e alla società.
Uniti in tutt'uno e non per circostanza, in un' alchimia che nessun fondo multimilionario potrà mai né generare né riprodurre.
Catanzaro , nell'inseguire il suo sogno in una sera di primavera , tornava dopo una vita ad essere portabandiera della Calabria e per alcuni versi di tutto il Sud.
Una responsabilità enorme e gravosa , eppure irrinunciabile.
E solo quando è finita , quando ho capito con quanta eleganza e con quanta dignità il popolo giallorosso e la squadra avevano assolto a questo compito , che sono stato allora improvvisamente felice.
E tutto , finanche il risultato sportivo , brutalmente ingiusto se limitato alla finale...quanto machiavellico il regolamento che lo ha reso infausto, è iniziato a diventare piccolo.
E mi sono sentito come il Caruso di Lucio Dalla.
Ho riattraversato in 90 minuti un mare di ricordi , ho visto volti e sorrisi riapparire da lassú.
E mentre ancora i cori imperversavano nonostante fosse finita , vedevo ancora una volta da vicino la bellezza di quei colori negli occhi che incrociavo e abbracciavo , specchio di un'anima nobile e antica , ostinatamente generosa e caparbiamente incapace di soccombere.
Ho provato serenità e appagamento , infine è arrivato impetuoso l'orgoglio.
Poi all'improvviso usci' la prima lacrima , 'e credetti di affogare...'
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