L'unico eletto, il derby sovranista e gli attendisti: la transizione nel centrodestra catanzarese in vista delle Comunali

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Palazzo De Nobili
  06 ottobre 2021 21:54

di GABRIELE RUBINO

Ogni elezione ha una storia a sé ma quelle precedenti stabiliscono comunque assetti e creano aspettative per quelle successive. Soprattutto se le due consultazioni elettorali sono a pochi mesi di distanza. Le Regionali appena celebrate hanno visto il trionfo di Roberto Occhiuto e della coalizione del centrodestra con la componente moderata (Forza Italia in grande spolvero e il più che discreto esordio di Coraggio Italia) più in palla rispetto alla quota sovranista (Fratelli d’Italia e Lega). Si diceva degli scenari per i prossimi appuntamenti elettorali: quello più ravvicinato sono le amministrative del prossimo anno a Catanzaro. La città nell'ultima legislatura schierava ben sei consiglieri: Domenico Tallini (Fi), Baldo Esposito (Cdl), Filippo Mancuso (Lega), Filippo Pietropaolo (FdI), Libero Notarangelo (Pd) e Francesco Pitaro (prima Io Resto in Calabria e poi nel Misto). E' rimasto in piedi il solo Mancuso. Certo ci sarà stato il Covid e poi la morte della Santelli e a seguire la lunga reggenza di Nino Spirlì, ma la 'superiorità numerica' a Palazzo Campanella non è valsa un granché in concreto. Un esempio su tutti: è stato fatto il secondo tentativo di adottare la legge regionale sull'integrazione degli ospedali di Catanzaro, un provvedimento che dovrebbe sbloccare centinaia di milioni per la costruzione del nuovo ospedale e che a parole tutti volevano. Peccato sia stato approvato un testo che presentava analoghi difetti a quello del primo tentativo (effettuato nel corso della legislatura Oliverio). L'esito è stato identico in entrambi i casi: impugnativa del Governo, bocciatura della Corte costituzionale e anni persi invano. Il fortino in Consiglio inoltre non ha coperto la lacuna in Giunta dove non c'era nessun assessore catanzarese e l'occhio di riguardo per Cosenza lo ha messo in evidenza. A ranghi più ridotti nella legislatura Occhiuto magari potrebbe cambiare qualcosa, di sicuro politicamente nel centrodestra catanzarese si è conclamata una lunga fase di transizione già partita nei mesi scorsi. E con questa bisognerà fare i conti in vista delle amministrative.

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MANCUSO, L'UNICO CONSIGLIERE REGIONALE DI CATANZARO- Come detto l’unico consigliere catanzarese è il riconfermato Filippo Mancuso. Nonostante il calo della Lega rispetto a due anni fa, il segretario-questore di Palazzo Campanella è di nuovo il primo in Calabria del partito di Salvini aumentando preferenze personali e vincendo la disputa interna con Pietro Raso, anche se quest'ultimo (sponsorizzato dal lametino Domenico Furgiuele) tornerà ugualmente in Consiglio. Un’affermazione su cui molti non ci avrebbero messo la mano sul fuoco. Mancuso prima dell’inizio della campagna elettorale aveva detto che in caso di insuccesso non sarebbe stato in prima fila alle Comunali: adesso è l’unico del capoluogo in Regione. L’ex assessore al bilancio di Catanzaro, pur perdendo l’appoggio del sindaco Sergio Abramo (che ha aderito a Coraggio Italia) ha incrementato la gittata di fuoco del suo consenso risultando anche il più votato in città. Da qui a dire che sarà il dominus in vista delle Comunali ce ne passa. E' come se avesse il green pass in un ristorante al chiuso (possibilmente nel quartiere Lido) mentre gli altri commensali stanno tutti cenando all'esterno. E prima o poi lo stato di emergenza cesserà. Per mettere al tavolo i big servono sì i voti ma anche la capacità di mediazione. Ed è su queste liturgie che si indicano i sindaci.

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CORAGGIO ITALIA, ABRAMO IN ATTESA- L'exploit di Coraggio Italia nella circoscrizione Centro (seconda lista alle spalle di Fi) è una delle sorprese delle Regionali. Abramo non si è mai nascosto: aspetta una chiamata nella nuova Giunta. E' vero che il candidato sponsorizzato dal sindaco e presidente della Provincia, Frank Santacroce, è arrivato alle spalle del vibonese Francesco De Nisi, ma questo non chiude tutte le porte. Molto dipenderà dal presidente del partito Luigi Brugnaro. Il sindaco di Venezia, quando inizierà la trattativa vera sulla composizione della Giunta Occhiuto, farà valere il nome di Abramo? Il feeling tra i due sindaci-imprenditori mostrato in campagna elettorale sembrerebbe indicare di sì. In ogni caso, la speranza di Abramo è molto più solida in Coraggio Italia che in qualsiasi altro partito del centrodestra, dove gli spazi erano chiusi e gli ambienti che contano non si sarebbero impegnati per assicurargli la postazione in Cittadella. Anche in questo i desideri devono fare i conti con il pragmatismo: la partita non è del tutto in discesa ed più facile che spuntino veti che entrature. 

LA TRANSIZIONE IN FORZA ITALIA- A trazione vibonese è Forza Italia dove ha sbancato Michele Comito, uomo forte del coordinatore regionale Giuseppe Mangialavori. Il secondo seggio scattato è andato a Valeria Fedele (di Maida), direttore generale della Provincia di Catanzaro. Fuori dai giochi i catanzaresi Antonello Talerico e Silvia Parente. Dagli azzurri del capoluogo la volta scorsa uscì il presidente del Consiglio regionale, ma Domenico Tallini in questo giro, dopo l’inchiesta Farmabusiness non ancora chiusa, ha preferito giocare la partita in seconda fila da dirigente. In pratica, se Forza Italia a livello nazionale è l'unico partito del centrodestra a poter gioire dei risultati della combinata amministrative-regionali, gli azzurri catanzaresi lo possono fare di meno. E in questo momento nessuno sembra in grado di prendere in mano tutte le redini della carrozza più forte in Calabria. Anche qui si attende un quadro più definito.

LA DOCCIA FREDDA PER BALDO ESPOSITO CHE HA OTTENUTO PIU' VOTI DI MANCUSO- Doccia gelata per un altro big: Baldo Esposito, presidente della commissione Sanità, è rimasto fuori da Palazzo Campanella. I festeggiamenti anticipati per le preferenze ottenute (comunque superiori allo stesso Mancuso) non avevano fatto i conti con la crudezza del sistema di ripartizione dei seggi (sul quale non è escluso a priori un ricorso). Quello scattato per l’Udc è andato alla circoscrizione Nord a favore di Giuseppe Graziano. L'ossimoro è d'obbligo: un vincitore perdente. Spesso le sorti del gruppo di Esposito sono state intimamente connesse a quello dei Gentile di Cosenza. Questa volta non è stato così. Dopo l'accordo con Occhiuto, Katya Gentile è entrata dalla porta principale di Forza Italia prendendosi il seggio nella circoscrizione Nord. Esposito solo all'ultimo ha trovato casa nell'Udc in compagnia di Flora Sculco ma nessuno dei due ha staccato il pass per il ritorno a Palazzo Campanella.

MONTUORO VS PIETROPAOLO E IL DERBY FRATELLI D'ITALIA-LEGA- In Fratelli d'Italia Antonio Montuoro ha prevalso sull'uscente Filippo Pietropaolo. Il vicepresidente della Provincia è riuscito a raggrumare una non indifferente pattuglia di consiglieri comunali di Catanzaro che lo hanno sostenuto. Voti che hanno scalzato Pietropaolo, indubbiamente l'uomo su cui il nucleo storico della dirigenza di FdI Catanzaro puntava (e punta tuttora, visto che dopo la penombra di molti anni a Palazzo De Nobili si vuole entrare dal portone principale). Tutti, comunque, sentivano molto il derby populista con Lega. Se sulla vittoria di Occhiuto non c'erano dubbi, il partito della Meloni doveva arrivare prima di quello di Salvini. Missione compiuta (anche se sia FdI e ancor di più la Lega hanno perso voti rispetto al 2020) a livello regionale, ma nella circoscrizione centro il partito del Capitano è ancora davanti a Fratelli d'Italia. Una sfida così accesa da farla trapelare. Erika Cavigliano, vice presidente regionale di Gioventù nazionale, non ha affatto nascosto i suoi pensieri sugli 'alleati' leghisti. Basta il post durante l'ultimo comizio di Salvini a Catanzaro per farsi un'idea: "Sono al negozio, sento 'w la lega, e w la Calabria'. Sto vomitando". 

CAPITOLO SERGIO COSTANZO- Ultimo cenno a Sergio Costanzo. Sbarrata la porta nel Pd aveva trovato l'accordo per la candidatura nell'Udc. Peccato che nel giro di pochi giorni, vista la presenza ingombrante di Baldo Esposito, ha deciso di cambiare lista (anche se non schieramento) appoggiando Tranquillo Paradiso di Forza Azzurri. Il seggio non è scattato. Un brutto colpo. L'ennesimo per un centrodestra vincente in Calabria, ma che nel capoluogo non scoppia di salute. 

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