
“Ogni anno, il 21 marzo, l’Italia si ferma per onorare la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: un momento solenne che unisce istituzioni, cittadini e forze dell’ordine nel ricordo di chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata. Non si tratta soltanto di una commemorazione, ma di un richiamo forte e concreto alla responsabilità collettiva. Ricordare le vittime significa riconoscere il valore del loro sacrificio e trasformare il dolore in impegno quotidiano. Dietro ogni nome vi è una storia spezzata, una famiglia privata dei propri affetti, una comunità ferita. La memoria, però, non può e non deve essere sterile: deve tradursi in azione. Il contrasto alle mafie non può limitarsi all’azione repressiva, ma deve affondare le radici in un cambiamento culturale profondo, capace di incidere nei comportamenti quotidiani e nelle coscienze. Le mafie prosperano non solo attraverso la violenza, ma anche grazie a zone grigie fatte di indifferenza, omertà e, talvolta, complicità. Contrastare il malaffare significa promuovere una cultura della legalità che parta dalle coscienze, attraversi le istituzioni e si radichi nella società civile: è una sfida educativa prima ancora che repressiva.
In questo contesto, il ruolo delle organizzazioni sindacali delle Forze dell’Ordine diventa strategico. L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri ribadisce la volontà di rafforzare il proprio impegno nella promozione di percorsi strutturati di legalità, rivolti sia agli operatori del comparto sicurezza sia ai cittadini. Formazione, sensibilizzazione e presenza attiva sul territorio rappresentano strumenti fondamentali per costruire una barriera culturale contro ogni forma di infiltrazione criminale. Accanto a questo impegno culturale, è necessario sviluppare azioni concrete e tangibili. In tale prospettiva, USIC promuoverà la partecipazione a bandi per l’assegnazione e la gestione dei beni confiscati alle mafie. Questi beni, sottratti alla disponibilità delle organizzazioni criminali, devono diventare simboli vivi di riscatto e rinascita. La loro destinazione a finalità sociali, come centri di aggregazione, spazi educativi e presidi di legalità, rappresenta una risposta efficace e visibile dello Stato e della collettività. Restituire questi luoghi alla comunità significa affermare un principio chiaro: ciò che è stato generato dal crimine può e deve essere trasformato in valore pubblico. È in questa trasformazione che si misura la forza dello Stato e la credibilità delle istituzioni.
Il 21 marzo non è solo una data da ricordare, ma un impegno da rinnovare. La lotta alle mafie richiede continuità, coerenza e partecipazione. Solo attraverso una sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine, organizzazioni sindacali e cittadini sarà possibile costruire una società più giusta, libera e consapevole. La memoria delle vittime innocenti indica la strada: sta a tutti percorrerla ogni giorno con determinazione”. Così, in una nota, Francesco Di Nuzzo, Segretario Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).
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