Maltempo, Papillo (CISAL): “Emergenza continua, serve semplificazione per proteggere territorio e lavoratori"

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  14 febbraio 2026 17:03


«La Calabria è ancora una volta in ginocchio. Dopo i devastanti effetti del ciclone Harry di gennaio, per il quale attendiamo ancora i ristori promessi, la nostra regione si trova oggi a fronteggiare una nuova emergenza che non risparmia nessun territorio: dal Cosentino al Reggino, dal Catanzarese al Crotonese, fino al Vibonese con la sua costa e l’entroterra delle Serre, territori già fragili e marginali che pagano sempre il prezzo più alto in termini di isolamento e danni alle infrastrutture. Non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze».
È quanto dichiara Vitaliano Papillo, Commissario Regionale CISAL Calabria, commentando la nuova ondata di maltempo che sta flagellando la regione.
«I cambiamenti climatici – prosegue Papillo – stanno mettendo drammaticamente a nudo come la nostra regione non sia attrezzata per fronteggiare eventi così devastanti e sempre più frequenti. La risposta non può essere solo emergenziale. Bisogna insistere con decisione sulla semplificazione delle procedure e rendere più agevole l’azione per ridurre il rischio idrogeologico e proteggere efficacemente il territorio».
Dal punto di vista sindacale, la CISAL sottolinea come l’emergenza climatica abbia ricadute dirette sul mondo del lavoro: «Parliamo di lavoratori delle attività commerciali e turistiche che vedono distrutti i propri luoghi di lavoro, di dipendenti pubblici impegnati senza sosta nelle operazioni di soccorso, di personale della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco che opera in condizioni estreme. A loro va il nostro ringraziamento e la nostra vicinanza». «Chiediamo al Governo e alla Regione – conclude Papillo – tempi certi per l’erogazione dei ristori del ciclone Harry, un piano strutturale di prevenzione e soprattutto quella semplificazione delle procedure che rappresenta una delle iniziative principali per mettere rapidamente in sicurezza il nostro territorio. La Calabria non può più aspettare».


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