Marchio del Patrimonio Europeo. Il Parco Letterario-Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia tra i siti selezionati dal Mibact

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Foto Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia
  17 dicembre 2020 15:50

di CLAUDIA FISCILETTI

C'è il Parco Letterario Ernst Bernhard - Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza, tra i 6 siti italiani preselezionati dal MIBACT per le candidature al Marchio del Patrimonio Europeo (European Heritage Label), il riconoscimento a livello europeo che viene assegnato a quei siti promotori del senso di appartenenza all'Unione Europea.

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La Commissione Ministeriale, che sarà costituita con decreto dal Segretario del MIBACT, avrà tempo fino all'8 febbraio 2021 per valutare i siti migliori tra quelli selezionati, valutando la loro rilevanza europea, la qualità progettuale e la capacità operativo-gestionale, presentando le candidature -un massimo di due- alla Commissione europea entro l'1 marzo 2021.

Oltre al Parco Letterario Ferramonti, tra le candidature da selezionare figurano il Santuario di Ercole vincitore a Tivoli (Roma), l'Area archeologica di Paestum, il centro storico della Città di Sarzana, l'Isola di Ventotene e il sito tematico nazionale "Terre d'acqua, terre nell'acqua. Delta del Po e Venezia".

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Quello di Ferramonti di Tarsia fu, per consistenza numerica, il più grande campo di internamento fascista in Italia. Dal 1940, quando venne aperto, vi furono internati ebrei italiani e stranieri presenti su territorio italiano, così come profughi politici e antifascisti italiani e stranieri, fino al settembre 1943, quando arrivarono gli inglesi. Fu ufficialmente chiuso nel dicembre 1945. Nonostante la sua natura di luogo di detenzione, le condizioni di vita al suo interno furono discrete tanto che il Jerusalem Post lo definì un "paradiso inaspettato".

Tra i suoi internati proprio Ernst Bernhard, a cui è dedicato il Parco Letterario. Psicanalista nato a Berlino da genitori ebrei, Bernhard da tempo esercitava in Italia e fu tra i primi ad arrivare al campo di Ferramonti, da cui poi fu liberato nel 1941.


Ernst Bernhard: Foto Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia

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