Mauro Vasta torna in libreria, alla Casa delle Culture presenta “Istruzioni per la fine del mondo”

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  21 aprile 2026 19:39

di FRANCESCO IULIANO

Torna in libreria Mauro Vasta. Lo fa presentato il suo ultimo lavoro letterario dal titolo “Istruzioni per la fine del mondo. Le vite degli altri” edito da Castelvecchi.

L’appuntamento è per domani pomeriggio alle 17,30 nella sala congressi della Casa delle Culture di Piazza Luigi Rossi. 

Dialoga con l’autore, Simona Dalla Chiesa mentre le letture di alcuni brani del libro saranno a cura dell’attore Giancarlo Davoli.

L’autore. Mauro Vasta esordisce nel ’95 con La Castellana (Todariana editore. Quattro anni dopo vince il Premio Internazionale Lorenzo Calogero con Babel Babel (Todariana). Nel 2007 pubblica Cinquantasette secondi prima di morire (Rubbettino-Iride), un libro che trasforma la morte in un'occasione per celebrare la vita. Con “Istruzioni per la fine del mondo – Le vite degli altri (2026)”, torna dopo quasi vent'anni con un romanzo in cui il racconto dell'infanzia calabrese si intreccia con fisica quantistica, filosofia antica e memoria personale. Per Vasta, scrivere rimane un «privilegio» e una chiave per accedere agli interstizi più profondi dell'animo umano.

La trama. “Marco, detto “gemelluzzu”, nasce in una famiglia contadina del Sud Italia come sopravvissuto di una gravidanza gemellare. Strappato alla sua terra e alla sua famiglia d’origine ancora bambino per essere adottato da zii benestanti in città, porta con sé il peso di uno sradicamento che segnerà ogni scelta della sua vita adulta. Attraverso i ricordi di nonna Nina, la storia di uno scarabeo stercorari o, le leggi della fisica quantistica e il quadernetto di un misterioso Mago, Marco costruisce il suo modo di stare nel mondo: tra perdita e bellezza, tra fine e rinascita. Al centro, il suo amore mai consumato per Margherita, ritrovata dopo decenni grazie a un intreccio di casualità e destino. Un romanzo sulla molteplicità delle “fini del mondo” — ogni morte, ogni distacco, ogni addio — e sulla certezza che tra l’inizio e la fine, c’è comunque il mondo”.

 

 

 

 


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