
La Corte d’appello di Catanzaro ha assolto due militari della Guardia di finanza dalle accuse di naufragio e omicidio colposo plurimo, ritenuti responsabili della morte di quattro migranti, deceduti a seguito dell’esplosione di una imbarcazione avvenuta nell’estate del 2020 al largo della costa di Crotone.
Accuse per le quali in primo grado il giudice dell’udienza preliminare, nel processo con rito abbreviato conclusosi il 27 maggio dello scorso anno, aveva condannato il capitano Vincenzo Barbangelo e il maresciallo Andrea Novelli a due anni di reclusione ciascuno, mentre aveva prosciolto i finanzieri Maurizio Giunta e Giovanni Frisella, che erano saliti a bordo della barca dei migranti poi esplosa, per i quali la Procura della Repubblica di Crotone aveva chiesto il rinvio a giudizio.
In appello la pubblica accusa aveva chiesto la conferma delle due condanne inflitte in primo grado ma i giudici hanno ribaltato il verdetto. L’imbarcazione “Heaven”, un veliero con a bordo 20 migranti, era stata intercettata la mattina del 30 agosto 2000 dalla Guardia Costiera di Catanzaro Lido. L’evento fu classificato come operazione di contrasto all’immigrazione clandestina e preso in carico dalla Guardia di finanza, che decise di condurre il natante al porto di Crotone. Durante le operazioni di traino, nel tratto di mare davanti alla località Praialonga, si verificò l’esplosione della barca. In quel momento sul veliero si trovavano anche i finanzieri Giunta e Frisella, saliti a bordo per governare il mezzo. La deflagrazione e il successivo incendio causarono la morte di quattro persone mentre entrambi i finanzieri restarono feriti prodigandosi comunque per salvare i migranti finiti in acqua.
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