
di SETTIMIO PAONE
A pochi giorni dal voto, Montauro sembra avere già un primo vincitore: il fair play. La campagna elettorale per le amministrative, almeno fino a questo momento, si è svolta in un clima di rispetto tra i candidati a sindaco, senza toni esasperati, senza offese gratuite, senza quei comizi folkloristici che spesso finiscono più per alimentare divisioni che per costruire confronto.
I protagonisti della tornata elettorale hanno scelto di raccontarsi, di presentare idee, programmi e motivazioni, chiedendo la fiducia degli elettori con garbo e correttezza. Nessuna corsa alla frase virale sui social, nessuna ricerca dello scontro a tutti i costi, ma la volontà di proporsi come alternativa credibile per il governo della comunità.
È un segnale di maturità importante. Montauro dimostra, ancora una volta, di possedere una crescita civile e intellettuale che merita di essere sottolineata. La competizione elettorale è apparsa come una gara democratica nella quale può prevalere chi riesce a convincere meglio, non chi alza di più la voce.
Mentre altrove si sceglie spesso la via dello sfottò e della provocazione, a Montauro sono prevalsi toni pacati e senso di responsabilità. Ogni candidato ha espresso le proprie ragioni, ma tutti hanno evitato di surriscaldare gli animi o fomentare gli elettori.
A pochi giorni dal silenzio elettorale, il messaggio che arriva è positivo: esistono gli avversari, non i nemici. Ed è forse questo il miglior punto di partenza per il futuro della comunità montaurese.
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