Montauro, San Rocco riaccende il cuore della tradizione

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  17 agosto 2026 09:55

 di SETTIMIO PAONE 

 Montauro ha ritrovato qualcosa che sembrava essersi assopito nel tempo: il piacere di stringersi numerosa attorno ai propri Santi, alle proprie tradizioni e a quella fede antica che per secoli ha scandito la vita del paese. La festa di San Rocco ne è stata una delle testimonianze più belle, con una partecipazione che non si vedeva da anni e un’intera comunità tornata a riconoscersi nei gesti semplici tramandati di generazione in generazione. È un fervore nuovo e allo stesso 8 antico quello che si respira attorno agli appuntamenti della secolare tradizione religiosa montaurese. Un sentimento che non era mai scomparso, ma che negli ultimi mesi sembra aver ritrovato forza, entusiasmo e soprattutto partecipazione.

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Nonostante le temperature particolarmente elevate, numerosi fedeli hanno partecipato alla Santa Messa officiata da don Brunello Gallace Valente, raccogliendosi poi attorno all’effigie di San Rocco per la consueta processione lungo le vie del paese. Una delle immagini più belle è stata certamente quella dei ragazzi degli “Amici di San Rocco”, ai quali è affidato il compito impegnativo di portare a spalla la statua del Santo. Un servizio prezioso, anche per le caratteristiche dell’antica effigie, particolarmente pesante oltre che di rara bellezza. Vederla sulle spalle di tanti giovani assume però un significato ancora più grande. È quasi l’immagine concreta di una tradizione che continua il proprio cammino: ciò che per generazioni è stato custodito dai padri viene oggi raccolto dai figli. E finché ci saranno giovani disposti a caricarsi sulle spalle, con orgoglio e devozione, anche il peso materiale di questa storia, la tradizione continuerà ad avere un futuro. Le origini della devozione montaurese verso San Rocco affondano nel passato e il tempo non ha cancellato quel sentimento. La festa rimane uno di quei momenti nei quali fede, memoria e appartenenza finiscono per diventare una cosa sola.
In questo rinnovato entusiasmo un ruolo importante lo sta avendo don Brunello. In pochi mesi il giovane sacerdote ha saputo dare nuova linfa a un fuoco che a Montauro non si era mai spento, riuscendo però a ravvivarlo e soprattutto a riportare tante persone attorno agli appuntamenti della comunità parrocchiale.

Al termine delle celebrazioni, come ormai è sua consuetudine, don Brunello ha voluto ringraziare quanti si sono adoperati per la buona riuscita della festa, rivolgendo un pensiero particolare ai portatori. Ma ha voluto anche sottolineare il valore di questi momenti di comunità, ricordando quanto sia fondamentale mantenere e tramandare le tradizioni alle nuove generazioni per mantenere vivo il paese. Ed è forse proprio qui il senso più profondo della festa di San Rocco di quest’anno. Un paese non vive soltanto attraverso le proprie case e le proprie strade. Vive finché qualcuno continua a raccontarne la storia, finché un anziano può riconoscere nei gesti di un ragazzo quelli compiuti tanti anni prima, finché una processione riesce ancora a far aprire porte e finestre e a riportare la gente lungo le strade. Continua intanto il lavoro pastorale di don Brunello Gallace Valente, che con semplicità, entusiasmo e dedizione sta conquistando sempre più la fiducia dei fedeli. La limpidezza del suo modo di vivere il ministero e l’impegno profuso nella comunità stanno arrivando al cuore della gente e, dopo pochi mesi, i frutti cominciano già a vedersi nella Parrocchia di San Pantaleone.
San Rocco ha regalato così a Montauro un’altra pagina da conservare nel suo libro del cuore: i giovani sotto il peso dell’antica statua, gli anziani con i loro ricordi, le famiglie raccolte lungo le strade e un'intera comunità nuovamente stretta attorno alla propria fede. Perché custodire una tradizione non significa soltanto ricordare ciò che siamo stati. Significa consegnare a chi verrà dopo di noi una ragione per continuare ad amare il proprio paese.