
di STEFANIA PAPALEO
Angela Donato non c'è più. La Calabria dice addio alla "mamma coraggio" divenuta simbolo della lotta alla 'ndrangheta in nome del figlio Santo Panzarella, scomparso a soli 29 anni una lontana sera del 10 luglio del 2022. Morta dopo un ricovero in ospedale, la donna lascia dietro di sè una lunga scia di interrogativi sulla fine del giovane ritenuto vittima di lupara bianca. A 24 anni dalla sua scomparsa, nessuno ha pagato e Angela se n'è andata senza aver potuto guardare negli occhi gli assassini del figlio.
Santo Panzarella
Non sono bastate le accuse di vari collaboratori di giustizia al clan Anello-Fruci. Nel 2009 i presunti responsabili ed esecutori dell'omicidio, portati a processo dalla Dda di Catanzaro, vennero assolti con formula piena. Nè fu ritrovato il corpo di Santo. Una clavicola individuata in un torrente vicino al lago dell'Angitola nel 2006 non è mai stata attribuita con certezza al giovane, che avrebbe pagato col sangue la relazione intrattenuta con Angela Bartucca, moglie del boss detenuto Rocco Anello. Questo il movente che era stato ricostruito dagli inquirenti, nel momento di passare al setaccio la vita della vittima che, nato a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, e cresciuto a Curinga, nel Catanzarese, era stato mandato dalla madre al nord per studiare e costruirsi una vita lontano dalle logiche 'ndranghetiste che avevano oppresso lei stessa nel suo passato da dimenticare. Ma il crollo dell'attività aperta e la nostalgia verso una bella e dannata terra era prevalsa e Santo aveva fatto le valigie per un viaggio di ritorno che gli è costato la vita.
Brutte frequentazioni, notti lontane dagli affetti e, alla fine, quel lavoro di autista alle dipendenze della moglie del boss, sfociato in una relazione sentimentale che, secondo le leggi di 'ndrangheta, andava pagata col sangue. Il 10 luglio del 2022 Santo uscì da casa per non farvi più ritorno, lasciando una ferita aperta nella coscienza civile del Paese. Sullo sfondo il coraggio di Angela, una vita spesa a sfidare i clan nella ricerca della verità portata avanti fino alla fine, con lo sguardo intriso di fierezza e dolore ogni qual volta prendeva posto in un'aula di giustizia, consapevole dei rischi, ma decisa a rompere quel muro di omertà da sempre complice della scia di sangue lasciata sulle strade dai morti ammazzati dalla 'ndrangheta.
Oggi Angela non c'è più, ma il suo ricordo resta insieme all'esempio di paladina della giustizia che mai nessuno è riuscito a piegare.
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