Nazionale U17, chi è Andrea Donato: l'azzurro Campione d'Europa con le radici catanzaresi

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Andrea Donato ieri al Lilleküla Staadion di Tallinn

  08 giugno 2026 16:51

di FILIPPO COPPOLETTA

Ci sono vittorie che entrano negli almanacchi e altre che finiscono dritte nel cuore. Quella conquistata ieri sera dalla Nazionale Under 17, laureatasi campione d’Europa battendo il Belgio ai calci di rigore (4-5), appartiene a entrambe le categorie. E in quella meravigliosa fotografia degli azzurrini sul tetto del continente c’è anche un pezzo di Calabria, rappresentato da Andrea Donato, difensore centrale classe 2009, nato a Garbagnate Milanese ma con il cuore diviso tra Chiaravalle Centrale e San Vito sullo Ionio, i paesi d’origine dei suoi genitori.

Mentre i compagni festeggiavano con la medaglia al collo e il tricolore sulle spalle, sugli spalti del Lilleküla Staadion di Tallinn c’erano mamma Stefania e papà Antonio. Per loro, più che una partita, è stato il punto d’arrivo di un viaggio iniziato tanti anni fa, fatto di chilometri, sacrifici e rinunce.

“Siamo ancora abbastanza frastornati”, ci racconta il padre con la voce ancora carica di emozione. “È stata un’esperienza incredibile. Descrivere quello che abbiamo provato ieri sera è difficile, perché siamo stati travolti in un tritacarne di emozioni che ha accompagnato tutto il percorso. Ma la gioia più grande è vedere che un piccolo sogno di tuo figlio si realizza e che vengono ripagati i sacrifici che lui affronta quotidianamente. La cosa più bella è vedere la serenità dipinta sul suo volto. Credo che questo sia l’auspicio di qualsiasi genitore: vedere il proprio figlio felice”.

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La Nazionale U17

LA SORPRENDENTE MATURITÀ A 17 ANNI

Andrea, però, non è arrivato fin qui per caso. Difensore centrale moderno, elegante e autorevole, è cresciuto nel vivaio dell’Inter. Sempre concentrato, sicuro nell’uno contro uno e molto abile in fase di impostazione, interpreta il ruolo con una maturità sorprendente per la sua età. E nonostante giochi nel cuore della difesa, possiede anche un notevole fiuto del gol, come dimostra la rete realizzata contro la Danimarca proprio durante questo Europeo.

Nel torneo continentale, eccezion fatta per l’esordio contro la Francia e la finale contro il Belgio, è stato praticamente sempre protagonista, confermandosi uno dei punti di riferimento della squadra di Daniele Franceschini. Una crescita costante che prosegue anche con l’Inter, società che lo considera uno dei prospetti più interessanti del proprio vivaio. Le sue prestazioni gli sono già valse anche il salto nell’Under 18 nerazzurra, dove ha collezionato cinque presenze e due reti, dimostrando di sapersi adattare immediatamente a categorie superiori.

Ma c’è un’altra maglia che emoziona più di tutte: quella azzurra. “Vedere tuo figlio con la Nazionale non ha prezzo”, racconta ancora Antonio Donato. Poi svela un episodio che oggi assume quasi il sapore di una profezia. “La prima volta che Andrea fu convocato, andai a vedere una delle amichevoli. A fine partita lui aveva anche la fascia da capitano e io scesi in campo per chiedergli una foto insieme. Un dirigente della Nazionale mi si avvicinò e io gli dissi: “Mi perdoni, voglio fare questa foto perché quando mai mi ricapiterà?”. Lui mi rispose sorridendo: “Guardi che potrebbe anche sbagliarsi”. Ieri sera, a Tallinn, ho rincontrato quella stessa persona e mi ha detto: “Si sbagliava…”. Una frase semplice, ma che racconta quanto il cammino di Andrea sia ancora tutto da scrivere.

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Donato nelle giovanili dell'Inter

IL FORTE LEGAME CON LA CALABRIA E IL CUORE GIALLOROSSO

Eppure, nonostante viva e giochi in Lombardia, il suo legame con la Calabria è fortissimo. Anzi, forse ancora più intenso proprio perché custodito con orgoglio. “Andrea è legatissimo alla Calabria”, ci svela il papà. “Tutti gli anni viene sempre e solo qui in vacanza. Ha una cerchia di amici importantissima, paradossalmente molti più amici in Calabria che in Lombardia, dove i suoi amici sono soprattutto i compagni di squadra e i ritmi degli allenamenti gli lasciano poco tempo libero”. Quegli stessi amici sono diventati protagonisti di un momento speciale. “Dalla Nazionale ci avevano chiesto un video motivazionale per i ragazzi prima della gara e noi abbiamo pensato di farlo realizzare proprio ai suoi amici di San Vito sullo Ionio. È stato un momento bellissimo”.

La famiglia Donato trascorre abitualmente l’estate in Calabria e quest’anno è tornata persino durante il periodo natalizio. Un amore mai interrotto, alimentato dalle radici e dalle emozioni. E c’è un dettaglio che farà sorridere tanti tifosi giallorossi. “Andrea è tifosissimo del Catanzaro”, racconta il padre. “Nel video motivazionale che gli amici hanno preparato c’era anche un messaggio di incoraggiamento di Pietro Iemmello”. E quando gli chiediamo cosa accadrebbe se un giorno arrivasse una chiamata proprio dal Catanzaro, la risposta è immediata e lascia poco spazio all’immaginazione: "Sarebbe un sogno".

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L'abbraccio con i genitori al termine della partita a Tallinn

“L’augurio che faccio a mio figlio è di essere una persona sana e di crescere come uomo. Deve capire che nella vita bisogna sacrificarsi per non essere un numero”. Le parole di papà Antonio non solo solamente uno sprone, rappresentano tutto l’amore e la forza che un padre può trasmettere. “Andrea sta facendo una vita straordinaria da dieci anni, con enormi sacrifici, e ogni tanto arriva qualche soddisfazione. Ma la nostra più grande vittoria come genitori è un’altra: avere un figlio sano che, in un’età delicata come l’adolescenza, è rimasto lontano da tanti pericoli e da tante distrazioni. Questa, per noi, è la vittoria più grande”.

Il titolo europeo conquistato entrerà di diritto nella storia del calcio italiano. Per la Calabria, però, questo successo ha un significato ancora più profondo: racconta il percorso di un ragazzo che, pur essendo cresciuto lontano da questa terra, non ha mai smesso di sentirla parte della propria identità. E mentre l’Europa applaude il suo nuovo campione, tra Chiaravalle Centrale e San Vito sullo Ionio c’è un orgoglio che va oltre il risultato sportivo: la consapevolezza che, in questa splendida storia, anche questa terra ha lasciato un segno.


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