
Amministrazione giudiziaria per sei imprese con sede in Calabria e Lazio. A notificare la misura di prevenzione la Guardia di finanza di Reggio Calabria. Per l’inquirenti, le sei aziende fanno capo a un imprenditore risultato in stretti rapporti di continuità con la locale di ‘ndrangheta. Si tratta di attività del settore dell’edilizia e del mercato immobiliare che hanno complessivamente un valore stimato in 10 milioni di euro.
Il provvedimento, preso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, è il risultato di una indagine patrimoniale basata su risultanze investigative tra le quali dichiarazioni di collaboratori di giustizia e intercettazioni, nell’ambito di attività istruttorie della Dda di Reggio Calabria legate all’operazione 'Atto IV' del 2023. Per il tribunale, l’imprenditore era ben conscio delle regole mafiose del fatto che poter lavorare senza aver problemi su un territorio contaminato dalla mafia dovesse mantenere buoni rapporti con i mafiosi nella convinzione che diversamente li sarebbe stata preclusa ogni possibilità di lavorare o comunque di lavorare in maniera proficua. L’uomo, sebbene fosse stato vittima di estorsione, si è avvalso comunque della protezione della cosca egemone della città di Reggio Calabria, offrendole disponibilità e favori tanto che il boss lo ha informato delle sue attività estorsive delle difficoltà che sta nel reperire denaro utile alla cosca e al mantenimento dei detenuti.
Il Tribunale ha rilevato la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa nelle società riconducibili all’imprenditore.
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