’Ndrangheta nel Cosentino, l'inchiesta è partita dai pentiti

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  28 ottobre 2026 10:59

Dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia alla scoperta di una 'ndrangheta ramificata nella Sibaritide. E' stata avviata nel 2021, proprio a seguito delle rivelazioni di alcuni pentiti, la complessa attività investigativa coordinata dalla Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Salvatore Curcio e condotta dai carabinieri del Ros che ha portato oggi all'esecuzione di 41 misure cautelari tra cui quella del sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi. I racconti dei collaboratori hanno consentito, secondo l’accusa, di fare piena luce e di delineare sul piano della gravità indiziaria l’operatività di una complessa associazione di tipo 'ndranghetistico operante in Corigliano Rossano e in contrada Lattughelle di Cassano allo Ionio, articolata in gruppi funzionalmente autonomi ma sempre sotto il governo del Locale di Cirò.

L'organizzazione è risultata articolata in due storiche cosche attive nel territorio, la "cosca Acri" e la "cosca di Corigliano", con rapporti e cointeressenze con la 'ndrangheta crotonese. Decisivo, su questo punto, il ritrovamento di un manoscritto con la contabilità, la cosiddetta "bacinella", della cosca di Cirò. Sulla base delle indicazioni dei pentiti, riscontrate da serrate attività di indagine, intercettazioni telefoniche e ambientali, gps e telecamere nei punti di incontro, sono stati contestati numerosi reati, quali: estorsioni, rapine, omicidi, detenzione armi, favoreggiamento immigrazione clandestina e scambio elettorale politico-mafioso alle amministrative dell'8 e 9 giugno 2024.

Tra i reati contestati finiti nell’inchiesta: l'omicidio di Giorgio Salvatore Cimino (24 maggio 2001 al Roxy bar di Corigliano), quello di Carmine Morello (scomparso il 9 agosto 2023 e trovato ucciso con tre colpi in contrada Strange), l'omicidio di Pasquale Aquino e il tentato omicidio di Cosimo Marchese. Contestato anche il traffico di visti tramite il decreto flussi e il favoreggiamento della latitanza di un condannato per droga. Nell’ambito del filone sullo scambio elettorale politico-mafioso, la misura degli arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti del sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi e del consigliere comunale di opposizione Pietro Lucisano. 

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