
La Seconda Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione all’udienza pubblica di ieri ha rigettato tutti i ricorsi, alcuni dei quali dichiarati inammissibili, presentati dai difensori degli imputati. Unico ricorso accolto quello nell’interesse di Manno Vincenzo difeso dall’avv. Arturo Bova per il quale è stata annullata senza rinvio la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro con conseguente assoluzione definitiva dell’imputato. Dichiarato inammissibile anche il ricorso proposto dal Procuratore Generale avverso la sentenza di assoluzione di Chimirri Nensy Vera.
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Regge pertanto l’impianto accusatorio della D.D.A. di Catanzaro che aveva portato nel 2021 all’arresto di circa 30 persone con l’accusa di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi clandestine e da guerra, furto, ricettazione e altro.
Le indagini erano state avviate a partire dal marzo 2017 dalla Compagnia dei Carabinieri di Soverato e dirette dai Sostituti Procuratori Antimafia Deborah Rizza e Stefania Paparazzo, coordinati dal Procuratore Capo Nicola Gratteri e dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Capomolla.
Il blitz era scattato nella primavera del 2021 e aveva portato all’arresto di 30 persone operanti nell’entroterra soveratese, in particolare nel comprensorio di Chiaravalle e paesi limitrofi, con diramazioni nel soveratese e nel basso Jonio catanzarese e nelle province di Vibo Valentia e di Reggio Calabria.
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