'Ndrangheta, processo Ghota a Reggio: assolti in appello ex parlamentari

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  25 maggio 2026 19:23

  La Corte d’appello di Reggio Calabria ha confermato l’assoluzione dell’ex senatore di Forza Italia Antonio Caridi dall’accusa di concorso in associazione mafiosa nell’ambito del processo ‘Ghota’. Il Collegio, inoltre, ha assolto l’ex deputato del Psdi Paolo Romeo, che in primo grado aveva ricevuto una condanna a 25 anni di reclusione per l’ipotesi di associazione mafiosa. L’avvpcato Paolo Romeno, secondo l’impostazione della procura distrettuale di Reggio Calabria, era stato indicato come la figura principale del processo ‘Ghota’, scaturito dalla riunificazione delle inchieste "Mamma Santissima", "Reghion", "Fata Morgana", "Alchimia" e "Sistema Reggio" che, avevano evidenziato la così detta “area riservata” della ndrangheta reggina in grado di condizionare gli indirizzi delle pubbliche amministrazioni. I giudici d’appello, invece, hanno deciso la sua assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Nei suoi confronti, però, la Corte d'Appello ha disposto la trasmissione degli atti in procura affinché rivaluti l'accusa riqualificando l'associazione mafiosa con il concorso esterno. La Corte d'appello ha assolto anche Alberto Sarra, l'ex sottosegretario della Giunta regionale, deceduto nelle scorse settimane. I suoi difensori – gli avvocati Calabrese, Nardo e Serra – hanno specificato che i giudici “non hanno dichiarato il reato estinto per morte del reo ma sono entrati nel merito dichiarando non sussistente il reato di concorso esterno per il quale, in primo grado, era stato condannato a 13 anni di reclusione”. Tra gli assolti figurano altresì l'ex dirigente comunale Marcello Cammera, il sacerdote di San Luca d’Aspromonte, don Pino Strangio, e l'avvocato Antonio Marra, condannati in primo grado, rispettivamente, a due anni, nove anni e quattro mesi, e diciassette anni 17 anni di reclusione.  Romeo, commentando l’esito del processo, ha detto che “cade definitivamente il teorema insito nel capo di imputazione. È durato dieci anni, siamo dovuti giungere sino al pronunciamento della Corte d'Appello per avere una soluzione perché il fatto non sussiste". 


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