
di JOHN NISTICO'
La realtà in cui ci troviamo a "vivere" porta con se fatti e molteplici ricordi, proprio come in fanciullezza quando si intravedono in lontananza luci e colori della giostra, tanto capace di donare vivide emozioni divenendo bellissima al tatto dei tanti giochi, cose che regneranno poi nel cuore e nella mente, mentre al suo interno quei curiosi volti di persone che operano in accoglienza, ospitalità e gentil sorriso di chi, però, non sfugge a sacrifici imprenditoriali, di competenza e responsabilità.
Possa la rilevante missione socio-ricreativa, presente da anni ed a disposizione di un'intera comunità, illuminare chi ha in se il compito e il potere di valutare con interesse popolare tutte le soluzioni, piuttosto che far migrare verso altri mondi e rinunciare, così, alla storia già profusa con encomiabile dedizione.
Basterebbe ascoltare oppure immaginare il tono di voce dei nostri bambini prima o poi impauriti per la: scomparsa dei saltarelli, del gioco con le palline, del mini autoscontro, del jumping, dei premi vinti con passione sfidandosi simpaticamente tra coetanei. Ecco quanto probabile sia il trauma della grande assenza, di un cambiamento davvero straziante che non troverebbe risposte ma “sofferenza” sui minori. Catanzaro fu ed è ancora meta prescelta dai mastri giostrai, saggi mestieranti che con le intere famiglie ancora oggi possono far riscoprire quanto valga la pena di soffermarsi e partecipare solidalmente alla doverosa riflessione.
Immagino anch’io da Presidente della associazione culturale “EXENCE LIVE” insieme a mia moglie Valentina Vono attivista social, che queste speranze possano appellarsi ed essere ammesse allo stesso progetto o che ve ne sia uno parallelo ma “inclusivo”, quale atto di salvaguardia e che contrasti il “giallo” comparso sulle trattative erse dal ragionevole dubbio che vera sia l’invisibilità delle giostre e dei suoi lavoratori, dando quello sconcerto pubblico e sempre più generale.
Nel rispetto delle norme sul provvedimento di sgombero nella vicenda “Palatennis” di Giovino, che attanaglia la triste attesa del come e del quando, si attendono vari interventi della politica e numerosissimi cittadini affezionati alle quotidiane attività di svago giovanile e soprattutto espletato con somma puntualità e precisione. Ribadisco il mio personale sostegno ponendo ulteriore fiducia sia nel dialogo che nella mediazione fattiva e istituzionale verso quella imprenditoriale, mirabile esempio di sinergia dello sviluppo e del turismo, poiché attraverso criteri di assoluta trasparenza e nel doveroso adempimento delle citate leggi, sapremo riconoscerci tutti nel sacro santo diritto di questi operatori dello “spettacolo”.
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