No alla violenza sulle donne. Un anno senza Loredana Scalone, uccisa a Pietragrande a ridosso del 25 novembre

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images No alla violenza sulle donne. Un anno senza Loredana Scalone, uccisa a Pietragrande a ridosso del 25 novembre
Loredana Scalone
  25 novembre 2021 10:57

di TERESA ALOI

Per uno strano scherzo del destino Loredana Scalone fu uccisa proprio a ridosso del 25 novembre, Giornata dedicata alla violenza contro le donne. Quel giorno, di un anno fa, decine e decine di fiaccole e lucine si accesero per non dimenticare. L'ennesima fiaccolata in memoria dell'ennesima donna uccisa da chi le prometteva o le aveva promesso amore eterno. 

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Che fosse un omicidio, consumato alla fine di una tormentata storia sentimentale, lo si capì subito. Troppi gli elementi, le prove raccolte sul posto, inchiodarono Sergio Giana, 36enne di Badolato con il quale la donna aveva intrapreso una relazione naufragata dopo qualche giorno di convivenza. Lui era sposato e tornò dalla moglie. 

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Ma quel giorno si incontrarono su quella terrazza. Un pomeriggio come un altro da trascorre insieme. Come tanti. Forse per mettere fine alla loro storia o per un chiarimento. Le  telecamere, installate attorno alla terrazza che guarda al mare,  ripresero il loro arrivo. Una passeggiata filmata, attimo dopo attimo. Fino all'ultima terrazza dove si consumerà la tragedia.  E' lì che lui la uccide. Una, due, tre, tante coltellate "offendono"  il corpo di Loredana che  sarà ritrovato il giorno dopo  nascosto in un incavo scavato nelle rocce. Completamente nuda. Sporca. Di fango e sangue.  Accanto la sua borsa, le scarpe. I suoi vestiti. Rannicchiata su se stessa,   in un dirupo difficile da raggiungere a tal punto che i vigili del fuoco  vigili del  fuoco di Soverato e i colleghi del Nucleo speleo- alpino- fluviale,  lavorarono per oltre 4 ore  per riportarla su. Uccisa e gettata giù tra gli scogli.   

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La confessione arrivò qualche ora dopo. Le telecamere, quelle stesse che avevano ripreso la loro passeggiata avevano inchiodato il 36enne tornato sulla scena del delitto una prima e una seconda volta, armato di una busta, di spazzole e detergenti. Quasi a voler cancellare quell'omicidio. 

Oggi Sergio Giana è sotto processo dopo la richiesta della procura di giudizio immediato: l'uomo - difeso dagli avvocati  Salvatore Staiano e Vincenzo Maiolo Staiano  - ricomparirà in aula a febbraio in un procedimento già incardinato. 

Loredana non c'è più. Resta il ricordo del suo sorriso, della sua solarità e generosità a stemperare il dolore nei suoi cari e in chi l'ha conosciuta.   

 

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