
Quattro storie diverse, quattro linguaggi differenti, un’unica appartenenza: quella capacità tutta catanzarese di portare con sé, ovunque si arrivi, un pezzo della propria città.
È questo il senso del “Peperoncino Straordinario”, il riconoscimento ideato in occasione della Notte Piccante, che nelle tre serate del 18, 19 e 20 settembre vedrà protagoniste altrettante personalità che, attraverso lo sport, il cinema, il teatro, la musica, l’intrattenimento e le eccellenze della terra, hanno saputo dare valore alla propria origine calabrese e catanzarese, facendola viaggiare ben oltre i confini della città.
A ricevere il riconoscimento saranno Massimo Palanca, Francesco Colella, Ivan Colacino e Pietro Serra.
Non un premio alla semplice notorietà, dunque, ma un riconoscimento a chi ha saputo trasformare la propria identità in una cifra personale, portando nel proprio percorso professionale quella particolare miscela di talento, carattere, ironia, ostinazione e orgoglio che appartiene profondamente alla cultura Catanzarese.
Perché il peperoncino, in fondo, è molto più che un ingrediente. È una presenza che non passa inosservata. Basta poco per riconoscerlo: arrives, lascia il segno, modifica il sapore delle cose. È piccante, certo, ma soprattutto è identitario. E proprio per questo diventa la metafora perfetta per raccontare personalità capaci di imprimere una traccia riconoscibile nel proprio campo.
“Il Peperoncino Straordinario” nasce così come un premio volutamente popolare e insieme simbolico: un oggetto emblematico, un nome ironico, ma una motivazione importante. Perché straordinario è chi non dimentica da dove viene mentre conquista nuovi traguardi; chi riesce a parlare a un pubblico lontano senza smettere di parlare la lingua sentimentale della propria terra; chi porta Catanzaro con sé senza bisogno di dichiararlo continuamente, facendolo riconoscere nel modo di essere, nel talento e nella propria storia, chi non trascura mai le proprie radici di una Calabria Straordinaria.
E Massimo Palanca è forse uno dei nomi che più di ogni altro hanno legato la propria vicenda personale alla storia sportiva e sentimentale di Catanzaro.
𝗠𝗔𝗦𝗦𝗜𝗠𝗢 𝗣𝗔𝗟𝗔𝗡𝗖𝗔
Arrivato al Catanzaro nel 1974, Palanca ha costruito con la maglia giallorossa una delle storie più forti e riconoscibili del calcio italiano di quegli anni. Due promozioni in Serie A, una semifinale di Coppa Italia, il settimo posto nella massima serie nella stagione 1980-81, il titolo di capocannoniere della Serie B e quello della Coppa Italia, fino al ritorno in giallorosso nella seconda metà degli anni Ottanta e alla nuova promozione dalla Serie C1 alla Serie B. Ma soprattutto un record mondiale ancora imbattuto: quello dei goal da calcio d’angolo. Ben 13 goal da corner, una specialità tutta sua, straordinaria, incredibile, un prodigio ancora oggi inscalfibile, frutto di tecnica, talento, un pizzico di fortuna e…il vento, il vento di Catanzaro. Ma i numeri, pur straordinari, raccontano soltanto una parte della storia. Con 331 presenze e 115 reti in giallorosso, Palanca è diventato il miglior cannoniere della storia del Catanzaro in Serie A, con 37 gol, e soprattutto è diventato un simbolo. Il suo sinistro, le punizioni, i gol da calcio d’angolo e quella capacità quasi irripetibile di trasformare una giocata impossibile in qualcosa di naturale lo hanno consegnato alla memoria collettiva con il soprannome di “Piedino d’oro” e, per i tifosi, di “Imperatore”. Palanca è straordinario perché non è stato soltanto un grande calciatore che ha giocato a Catanzaro. È diventato un calciatore profondamente identificato con Catanzaro. La differenza non è sottile: è quella che passa tra una città che fa da sfondo a una carriera e una città che finisce per diventare parte integrante di quella carriera. Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato ai colori giallorossi anche molti anni dopo il ritiro, tanto da ricevere nel 2023 la cittadinanza onoraria della città. E nel 2025 è stato scelto anche per partecipare alla staffetta della Fiamma Olimpica diretta a Catanzaro. A Palanca va dunque un “Peperoncino Straordinario” che ha il sapore dello sport, ma soprattutto quello della memoria. Perché ci sono campioni che appartengono alla storia dello sport e campioni che finiscono per appartenere alla storia di una città. Massimo Palanca appartiene a entrambe. È il riconoscimento a chi ha portato il nome di Catanzaro sui campi più importanti del calcio italiano, ma anche a chi, ancora oggi, continua a essere riconosciuto come uno dei volti più autentici dell’identità sportiva catanzarese.
𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗘𝗦𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗟𝗘𝗟𝗟𝗔
Se Palanca ha portato Catanzaro negli stadi, Francesco Colella l’ha portata sul grande schermo, nelle serie televisive più importanti e dentro alcune delle produzioni cinematografiche e internazionali più significative degli ultimi anni. Nato a Catanzaro nel 1974, Colella ha costruito nel tempo una carriera di grande spessore, muovendosi con naturalezza tra teatro, cinema e televisione, ma è soprattutto attraverso lo schermo che negli ultimi anni la sua presenza è diventata sempre più riconoscibile anche per il grande pubblico. Il suo percorso cinematografico comprende film come “Piuma” di Roan Johnson, “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, “Made in Italy” di Luciano Ligabue, “Aspromonte – La terra degli ultimi” di Mimmo Calopresti, “Padrenostro” di Claudio Noce, “3/19” di Silvio Soldini, “Primadonna” di Marta Savina, “Mancino naturale”, “Pantafa”, fino a “Volare”, esordio alla regia di Margherita Buy, e ai lavori più recenti “L’amore, in teoria” di Luca Lucini e “La gioia” di Nicolangelo Gelormini. La sua attività cinematografica prosegue anche nel 2026 con “Il Dio dell’amore” di Francesco Lagi e con “Zustissia” di Francesco Piras. Ma è anche la televisione e, soprattutto, il mondo delle grandi piattaforme ad aver amplificato negli ultimi anni la sua notorietà. Colella è stato tra gli interpreti di “The Good Mothers”, la serie internazionale prodotta da Disney+ che nel 2023 ha conquistato l’Orso d’oro alla Berlinale, interpretando Carlo Cosco, in una storia ispirata alle vicende reali delle donne che hanno sfidato la ’ndrangheta. E ancora, nel 2025 è entrato nell’universo di Netflix con “Il Gattopardo”, la grande produzione internazionale tratta dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e diretta da Tom Shankland, nei panni di Don Calogero Sedara. Nello stesso periodo è stato Saro Balsamo in “Mrs Playmen”, altra produzione destinata al pubblico internazionale, e ha continuato a intrecciare cinema e televisione con una presenza sempre più ampia e trasversale. È una traiettoria che racconta bene il senso del “Peperoncino Straordinario”: partire da Catanzaro e arrivare su set e produzioni che hanno una dimensione nazionale e internazionale, attraversando generi, linguaggi e personaggi senza perdere quella particolare impronta che rende riconoscibile un interprete. Colella ha lavorato con registi e attrici e attori di primo piano del cinema italiano, entrando tanto nel cinema d'autore quanto nelle produzioni rivolte a un pubblico vastissimo. E lo ha fatto senza trasformare la propria origine in una semplice etichetta, ma portandola con sé come parte di una storia personale che continua a trovare spazio in contesti sempre più grandi. C’è, in questo percorso, qualcosa di profondamente catanzarese: la capacità di partire da un territorio periferico rispetto ai grandi centri dell’industria culturale italiana e costruire, attraverso il talento e il lavoro, una strada capace di arrivare lontano. È proprio questa la “piccantezza” che La Notte Piccante intende premiare: il carattere di chi non ha paura delle sfide, la capacità di misurarsi con personaggi e mondi diversi e quella forza necessaria per affermarsi in un ambiente competitivo come quello cinematografico, partendo da una città che non è Roma, non è Milano, non è il centro tradizionale dell’industria audiovisiva. Francesco Colella rappresenta una Catanzaro che non si chiude dentro i propri confini, ma li attraversa. Una Catanzaro che arriva nei cinema, nelle grandi serie internazionali, sulle piattaforme che oggi portano le storie italiane in decine di Paesi, nei festival e nei circuiti della grande produzione audiovisiva. Il suo “Peperoncino Straordinario” è dunque dedicato al talento che parte da Sud e non chiede permesso per arrivare lontano. A un attore che, negli anni, ha saputo trasformare ogni ruolo in un’altra possibilità di racconto e che oggi porta il nome di Catanzaro dentro produzioni capaci di raggiungere un pubblico molto più grande dei confini italiani. Perché anche questo significa essere “peperoncino straordinario”: avere un sapore riconoscibile, ma sapere che quel sapore può arrivare ovunque.
𝗜𝗩𝗔𝗡 𝗖𝗢𝗟𝗔𝗖𝗜𝗡𝗢
C’è poi un altro modo, forse ancora più immediato, di portare una città nel mondo: farla ridere, riconoscersi, parlare. È quello di Ivan Colacino, artista, cantante, performer e personaggio capace di muoversi tra comicità, musica, teatro e comunicazione contemporanea. Figlio d’arte, Ivan ha raccolto l’eredità artistica di Enzo Colacino, suo padre, uno dei protagonisti più amati del teatro e del cabaret calabrese, trasformandola però in un linguaggio personale e contemporaneo. Il rapporto artistico tra padre e figlio ha dato vita allo spettacolo “’U Figghiu & Colacino”, nel quale comicità, musica e teatro si incontrano, con Ivan impegnato non soltanto nella recitazione ma anche nel canto. È una cifra importante, perché in Ivan Colacino l’identità catanzarese non viene semplicemente raccontata: viene agita, reinventata, trasformata in spettacolo. La lingua, l’ironia, i modi di dire, le contraddizioni della vita quotidiana, il rapporto con la città e con i suoi personaggi diventano materia creativa. È la capacità di prendere ciò che appartiene alla dimensione più quotidiana e apparentemente più locale e trasformarlo in qualcosa che può essere condiviso da un pubblico più ampio. La sua attività comprende anche la musica e una forte presenza sui social, mentre la televisione e gli spettacoli dal vivo hanno contribuito a consolidarne il rapporto con il pubblico. Da Radio Deejay a Radio Tv Serie A, dalle sue parodie social agli sketch con Pierluigi Pardo, fino alla recente campagna della Lega Serie A “True Data”, con Francesco Repice: ogni sua collaborazione è un successo. Ed è forse proprio qui che il peperoncino trova la sua forma più naturale: nell’ironia che pizzica, nella battuta che arriva all’improvviso, nella capacità di dire una verità facendola passare attraverso una risata. Ivan Colacino riceve quindi il “Peperoncino Straordinario” per aver saputo trasformare la propria catanzaresità in una forma di intrattenimento riconoscibile e contemporanea, senza perdere il rapporto con la tradizione e con il patrimonio linguistico e umano della città. Un riconoscimento che premia anche una generazione diversa: quella di chi oggi può portare Catanzaro non soltanto nei teatri e nelle piazze, ma anche attraverso i nuovi linguaggi digitali, costruendo un rapporto diretto con un pubblico che non conosce più confini geografici.
𝗣𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢 𝗦𝗘𝗥𝗥𝗔
Se Palanca, Colella e Colacino rappresentano il peperoncino nella sua accezione simbolica, artistica e culturale, c’è chi della "piccantezza" ha fatto la propria missione di vita quotidiana, riportandola al suo elemento più autentico: la terra.
È il caso di Pietro Serra, imprenditore agricolo locale e Presidente del Consorzio del Peperoncino di Calabria.
A lui va un “Peperoncino Straordinario” che metaforico non lo è soltanto, ma affonda le sue radici nell’argilla, nel sole e nella passione di chi lavora la terra ogni giorno. Serra è l’alchimista della tradizione, colui che ha preso quel piccolo frutto rosso, simbolo di una comunità, trasformandolo in un’icona d'eccellenza, di sviluppo economico e di identità gastronomica riconosciuta ovunque.
Come un moderno custode del fuoco della Calabria, Pietro Serra non si è limitato a coltivare un prodotto, ma ha coltivato un’idea: quella di una filiera che sa di riscatto, di orgoglio e di visione moderna del lavoro agricolo. Attraverso la sua guida al Consorzio, ha saputo unire le energie del territorio, dimostrando che la vera piccantezza è quella determinazione ostinata che non teme il tempo né le sfide dei mercati globali.
Il suo premio è una dedica a chi, con le mani immerse nel proprio campo e lo sguardo rivolto al futuro, ricorda a tutti noi che il Peperoncino Straordinario, prima di diventare un’attitudine dell’anima, è un miracolo della natura calabrese di cui andare fieramente orgogliosi.
𝗤𝗨𝗔𝗧𝗧𝗥𝗢 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗘, 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗔 𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧𝗔̀
Massimo Palanca, Francesco Colella, Ivan Colacino e Pietro Serra sono quattro figure molto diverse tra loro. Uno ha fatto del calcio un’epopea giallorossa. Uno ha trasformato la recitazione in una professione nazionale di alto profilo. Uno ha fatto della comicità, della musica e dell’intrattenimento un ponte tra tradizione e contemporaneità. E uno ha reso la terra e i suoi frutti il cuore pulsante dell’identità produttiva calabrese. Eppure tutti e quattro hanno qualcosa in comune: hanno saputo partire da Catanzaro e dalla sua provincia senza lasciarsele alle spalle. È questo, in fondo, il significato più autentico del “Peperoncino Straordinario”. Non premiare semplicemente chi ha avuto successo, ma chi ha saputo dare al proprio successo una provenienza, un accento, una memoria. Perché una città vive anche attraverso le persone che la rappresentano lontano da casa. E Catanzaro, attraverso Palanca, Colella, Colacino e Serra, ha trovato quattro modi differenti per farsi riconoscere: attraverso un gol impossibile, attraverso un personaggio interpretato sul grande o piccolo schermo, attraverso una battuta capace di far sorridere e attraverso l’eccellenza tangibile della propria terra. Il peperoncino diventa così una piccola metafora di appartenenza. Può essere coltivato in un luogo, ma il suo sapore non conosce confini. Può viaggiare, entrare in cucine e mondi diversi, incontrare altri ingredienti e continuare a essere riconoscibile. Esattamente come una persona. E proprio per questo La Notte Piccante sceglie di celebrare questi quattro protagonisti con un premio che è insieme giocoso e serio, popolare e simbolico: perché nella cultura calabrese il peperoncino non è soltanto qualcosa che “picca”. È carattere. È energia. È personalità. È quella dose di ostinazione che serve per non arrendersi. È il gusto deciso di chi non vuole diventare anonimo. Il 18, 19 e 20 settembre, dunque, La Notte Piccante non celebrerà soltanto la festa, il gusto e la tradizione. Celebrerà anche chi, con il proprio talento, ha portato Catanzaro oltre Catanzaro. E lo farà consegnando a Massimo Palanca, Francesco Colella, Ivan Colacino e Pietro Serra un riconoscimento che dice tutto già nel nome: “Il Peperoncino Straordinario”.
Perché straordinario, qualche volta, è semplicemente chi riesce a lasciare un sapore che resta. Vi aspettiamo in Piazza Prefettura, sul main stage
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