Nuovo ospedale a Catanzaro, Scarpino, Veraldi e Laudadio: "Ribadiamo l'opportunità di rafforzare l’esistente"

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"La classe dirigente regionale difenda Catanzaro blindando i posti letto e le assunzioni del personale sanitario"

  01 luglio 2026 11:47

Dichiarazione dei consiglieri Francesco Scarpino, Stefano Veraldi e Manuel Laudadio.
 
"Nel dibattito sul futuro del nuovo ospedale a Catanzaro, alla politica regionale che ha in mano il potere decisionale più che concentrarsi solo su dove costruire, chiediamo di spostare l’attenzione su ciò che interessa davvero ai cittadini: la qualità dell’assistenza e la certezza di poter contare, subito, su strutture sanitarie efficienti e su un personale medico adeguato ai bisogni reali del territorio.
 
Il presidio Pugliese storicamente ha sempre rivestito un ruolo strategico, come primo hub regionale, rappresentando un modello positivo di riferimento per tutta la comunità, l’unico ad aver raddoppiato gli accessi nello scorso anno, un’eccellenza da cui partire per immaginare gli investimenti sul futuro. La nostra posizione in difesa del Pugliese nasce in tempi non sospetti e ricordiamo che, nello scorso anno, eravamo stati tra i primi firmatari della richiesta di un Consiglio comunale ad hoc sulla sanità poi svanita alla conta dei numeri.
 
Oggi ribadiamo il bisogno impellente di un confronto politico istituzionale, nella sede preposta, partendo sempre dal presupposto che per il “nuovo” ospedale la soluzione naturale dovrebbe essere quella di potenziare l’esistente: gli spazi ci sono già tutti nell’area a cavallo tra Pugliese e Ciaccio, la viabilità e la sicurezza vanno di pari passo con ipotesi progettuali già al vaglio che consentirebbero di creare ampi parcheggi e facilitare l’accesso al nosocomio. Su questo argomento non devono esistere colori politici, piuttosto la classe dirigente regionale dovrebbe guardare alle soluzioni più rapide, concrete e sostenibili, nell’era della rigenerazione urbana. Catanzaro non può aspettare che passino invano altri anni, senza nemmeno avere la certezza di una dotazione finanziaria che renda giustificabile l’idea di partire da zero a Germaneto, tra l’altro abbandonando un pezzo di città e privando di funzioni strutture su cui si continuano ad investire risorse per la riqualificazione.
 
 I punti cruciali su cui invitiamo tutti a riflettere, senza giri di parole, riguardano pericoli ben più seri: Catanzaro oggi ha la garanzia di non perdere nemmeno un posto letto? C’è in cantiere un piano assunzionale che assicuri l’immissione di medici e infermieri a fronte delle uscite per pensionamenti e dimissioni? Cosa si pensa di fare di strutture ancora attive, come l’ex Villa Bianca a servizio di Mater Domini e Gagliano, guardando al territorio nella sua unitarietà? Ogni scelta da compiere deve tenere conto dell’unica cosa che conta, il diritto essenziale alla salute, perché gli interessi di posizionamento, negli schieramenti di destra e sinistra, non possono giocarsi sulla pelle dei cittadini”.


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