
Si va al piccolo trotto. Le riunioni 'clandestine' di pezzi del Consiglio comunale propedeutiche a una decisione 'urbanistica', perché questa è l'unica competenza di Palazzo De Nobili, sulla localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro, per il momento, non decollano. Il vertice di oggi, dopo quello dei giorni scorsi, si è risolto in un rinvio a data destinarsi, probabilmente all'inizio della prossima settimana.
Che sta succedendo? Il presidente Occhiuto, dotato dei poteri speciali da Protezione civile sui 'presunti' nuovi ospedali, nelle settimane scorse - rompendo gli indugi 'giallorossi' - ha incaricato dei tecnici per avere a disposizione delle proposte progettuali sul nuovo ospedale di Catanzaro. Precisazioni preliminari doverose. Punto numero uno: Occhiuto potrebbe - proprio per i poteri speciali di cui sopra - sentenziare dove meglio ritiene per quello che dovrebbe il principale HUB (significa, ospedale complesso di secondo livello) dell'area centrale della Calabria. Se a Cosenza ha deciso (Occhiuto) anche contro l'opinione dell'Amministrazione di centrosinistra del Comune bruzio, per Catanzaro ha detto che attendeva una determinazione delle 'Aquile'. Sarà perché il presidente della Giunta ha più a cuore Cosenza che Catanzaro o per una forma di rispetto territoriale, ma alla fine così è. Perché i fatti contano più delle ricostruzioni campanilistiche. Ricordiamo che i poteri speciali occhiutiani non sono infiniti temporalmente ma contingentati. Cioè, se vuoi meno burocrazia devi fare adesso e in fretta. Altrimenti, il nuovo ospedale - passata questa fase - non lo vedi mai, la traduzione gergale.
Punto numero due. Occhiuto ha affidato l'incarico al Politecnico di Milano. Ossia, i migliori del settore. Super professionisti a livello internazionale (scommettiamo che dentro ci saranno anche calabresi di origine) che, qui lo diciamo, sono sicuramente meglio dei professsionisti locali (che non ci paiono fenomeni di edilizia sanitaria) che hanno reso la città così come è: disomogenea, scollegata al suo interno e senza identità. Anche in questo caso, il battersi il petto nelle curve social viene meno rispetto a una classe dirigente locale (non solo politica) non all'altezza.
Punto numero tre. Il Politecnico di Milano, con scadenza luglio di quest'anno, fornirà proposte progettuali, rigorosamente al plurale. Può essere il Pugliese, può essere il Ciaccio, può essere Germaneto o può essere un altro posto. In un mondo normale i tecnici forniscono ipotesi, poi (e solo poi, non pregiudizialmente) si esprime la politica. Politica, che può anche dire - DOPO, in maiuscolo -una cosa diversa rispetto ai tecnici. Per capirci, se da Milano arriva l'inidicazione di Germaneto, la politica locale puo' indicare il Pugliese sempre e comuqnue. La cosa più logica sarebbe aspettare proprio l'inidicazione dei tecnici e su quella base decidere. Ripetiamo, anche in senso contrario alle indicazioni.
E ora arriviamo all'aspetto più squisitamente politico. E' tuttora vigente un atto d'indirizzo del Consiglio comunale di Catanzaro di poco più di dieci anni fa. A inizio 2016, l'Assemblea municipale, su pressione di un comitato promosso da un prossimo candidato a sindaco, si espresse per l'area Ciaccio-Pugliese. Lo fece con molta forza, unanimità meno soltanto due consiglieri, da arrestare l'allora in atto processo di unificazione che poi si realizzò per altra via soltanto dopo circa 7 anni. Una nuova delibera 'pro' Pugliese che avrebbe solo un voto in meno sarebbe sicuramente certificazione di debolezza e cambiamento di opinione. E, possiamo dire con ragionevole certezza, che i numeri sono cambiati e quindi quella posizione che vuoi perorare ne uscirà indebolita e non rafforzata. E, ancora, l'attuale Consiglio comunale la sua occasione la ha avuto. Circa un anno fa. E non la ha sfruttata, infatti non c'era il numero legale. Segno evidente che la situazione è profondamente cambiata. Qui e ora, a un anno dalle elezioni e solo per falli di reazione rispetto ai 'colleghi' cosentini o reggini non si sceglie il nuovo ospedale. O meglio, non lo si sceglie in maniera razionale se non dopo aver avuto i suggerimenti che, comuqnue, la politica può superare, di chi di edilizia sanitaria ne capisce. Un fallo di reazione che farebbe meglio a evitare le elucubrazioni sui numeri dei posti letto di Catanzaro e Cosenza. Diamo un suggerimento. I posti letto programmati non coincidono con quelli attivati. Se non ci sono medici, infermieri, oss e altri operatori sulla carta potrei scrivere anche mille mila milioni posti letto ma non ci sarebbero per curare i pazienti calabresi. Perché, in Calabria e in Italia, mancano i sanitari per attivarli.
In definitiva, è il momento della maturità. E' il momento di non decidere di pancia o per tifoserie. Ma l'unico criterio dovrebbe essere la tutela dei pazienti calabresi. Perché per fortuna al Pugliese e a Germaneto arrivano pazienti da ogni punto della Calabria e anche da fuori regione. Il criterio non può essere certo la salvaguardia di qualche rosticceria o dei valori degli immobili di una zona della città piuttosto che un'altra. Prima, vengono i malati. Prima di tutte le divisioni, che oggi ci sono fra esponenti politici dello stesso schieramento. Ognuno ha, legittimamente, una posizione diversa. Ci si confronti e ci si scontri. Basta che il nuovo ospedale non sia come l'inversione del senso di marcia. Il secondo lo puoi cambiare in poche ore, il primo ti resta quasi per un secolo.
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