Nuovo sistema depurativo a Catanzaro, Gioventù Nazionale: "Grande opportunità di sviluppo"

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  11 agosto 2026 16:36

Ci sono opere che hanno un valore che va ben oltre i numeri di un finanziamento. La nuova strategia per il sistema depurativo di Catanzaro appartiene certamente a questa categoria. Per troppo tempo la città ha convissuto con un sistema complesso, frammentato e legato a scelte infrastrutturali maturate in un contesto urbano profondamente diverso da quello attuale. Oggi, invece, quella che per anni è stata una criticità sembra finalmente trasformarsi in una concreta opportunità di sviluppo.

Il nuovo progetto prevede un investimento complessivo di 148,4 milioni di euro, dimensionato per circa 135 mila abitanti equivalenti, con un sistema organizzato su due poli depurativi: Germaneto e Castace. È inoltre previsto il progressivo superamento dello storico impianto di Verghello, con la disattivazione delle linee di trattamento e la successiva bonifica dell'area.

Ma la vera notizia è forse un'altra: questa volta non siamo davanti soltanto a un'idea o a un annuncio ma a fatti concreti.

Il Documento di indirizzo alla Progettazione è stato approvato e sono già disponibili 14,5 milioni di euro per avviare il primo lotto a Germaneto. L'intervento sarà articolato in cinque macro-fasi e potrà proseguire attraverso successivi lotti funzionali e ulteriori finanziamenti.

In questo percorso merita di essere sottolineato il lavoro della Regione Calabria ,in particolare dell'assessorato all'ambiente rappresentato da Antonio Montuoro e del dirigente ing. Siviglia, che hanno accompagnato il confronto tra i diversi livelli istituzionali contribuendo a costruire una soluzione condivisa, mettendo allo stesso tavolo Regione, Comune, struttura commissariale e soggetti tecnici, superando divisioni e impostazioni del passato.

Un ruolo quello dell'assessore Montuoro ,e del dipartimento, che è stato sottolineato dallo stesso sindaco Nicola Fiorita il quale ha riconosciuto pubblicamente il “prezioso supporto” nelle interlocuzioni con la struttura commissariale, sottolineando come proprio quel lavoro abbia contribuito ad archiviare il precedente modello basato su un unico grande depuratore decentrato.

È qui che si misura la differenza tra la politica degli annunci e la politica dei risultati: non intestarsi un'opera, ma contribuire a farla diventare possibile.

E sulla depurazione, Montuoro ha dimostrato di avere una linea precisa anche sul piano regionale. Nei mesi scorsi la Regione Calabria ha programmato complessivamente 175 milioni di euro e circa 200 interventi sul comparto depurativo-fognario e sul ciclo idrico integrato, con l'obiettivo di intervenire sulle criticità strutturali e migliorare la qualità delle acque.

La scelta di Germaneto e Castace non è soltanto tecnica. È una risposta alla particolare conformazione di Catanzaro,una città policentrica, caratterizzata da quartieri distanti tra loro e da una particolare complessità territoriale, necessita di una rete progettata tenendo conto delle proprie caratteristiche urbanistiche. Il nuovo modello punta proprio su questa logica: un polo destinato alla zona est e un secondo a servizio della parte centrale e occidentale della città, evitando di dover spingere il collettamento fino al mare e riducendo quindi complessità e costi infrastrutturali.

È una scelta che guarda al futuro, perché non si limita a risolvere un problema tecnico, ma punta a costruire un sistema più efficiente e sostenibile. Infatti, la depurazione non riguarda soltanto gli impianti, ma significa tutelare il mare, valorizzare il litorale, migliorare la qualità della vita dei cittadini e creare condizioni migliori per lo sviluppo turistico, con molti benefici attesi per la tutela delle acque del Golfo di Squillace e del litorale di Catanzaro Lido. La vicenda della depurazione di Catanzaro offre dunque una lezione politica precisa. Le grandi opere non si realizzano con gli slogan, ma attraverso progettazione, risorse, competenze e collaborazione istituzionale. Catanzaro ha bisogno di infrastrutture moderne, di un ambiente più tutelato e di una politica capace di trasformare i problemi storici in occasioni di sviluppo. La nuova depurazione può rappresentare tutto questo. E il contributo dell'assessore Montuoro, in questo percorso, dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme e la politica sceglie la strada della concretezza, anche le opere che sembravano impossibili possono finalmente diventare realtà.

Così Silvio Rotundo, presidente Gioventù Nazionale Catanzaro.