
“Una soluzione efficace, che restituisca piena efficienza al complesso sistema depurativo di Catanzaro, tenendo conto di tutte le variabili che contraddistinguono la redistribuzione della popolazione nella città capoluogo di Regione”. Sulla base di tali presupposti, nei locali dell’ufficio romano del subcommissario alla Depurazione Tonino Daffinà, si è tenuto un nuovo significativo step nell’interlocuzione con il Comune, finalizzato ad immaginare soluzioni alternative a quelle già esistenti. Un percorso seguito da vicino anche dall’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro che, dal canto suo, in una precedente occasione, aveva già lavorato per incastonare i pezzi del puzzle, nel tentativo di individuare le strade meglio percorribili, con il preciso obiettivo di restituire normalità alla Città dei tre Colli.
Nella fattispecie, l’idea da sviluppare sarebbe improntata ad un articolato sistema depurativo che preveda anche il riuso delle acque, tema molto caro al commissario nazionale Fabio Fatuzzo, e consenta a Catanzaro di uscire dalla procedura d’infrazione comunitaria, risalente all’ormai lontano 2004. Un aspetto delicato sul quale si sono confrontati con assoluta disponibilità alla collaborazione fattiva tra enti, al cospetto del subcommissario Antonino Daffinà, il coordinatore area tecnica del Comune di Catanzaro, Giovanni Laganà, l’assessore ai Lavori pubblici della città capoluogo di Regione, Pasquale Squillace, il Rup dell’opera Francesco Santini, dirigente della Sogesid Spa, ed i tecnici della struttura commissariale.
In sostanza, a partire dal piano programmatico esistente, già oggetto di precedenti occasioni di confronto nella sede calabrese del subcommissario alla depurazione, gli “attori” in campo non hanno esitato a porre sotto la lente d’ingrandimento gli aspetti nodali dell’opera, per complessivi 120mila abitanti equivalenti. Obiettivo non dietro l’angolo ma da perseguire con convinzione, al di là della sua oggettiva complessità.
“I rapporti con le amministrazioni delle principali realtà del territorio calabrese costituiscono per noi assolute priorità –ha concluso infatti il subcommissario Antonino Daffinà – specie se si programma un intervento da eseguire su un tessuto ampiamente urbanizzato, curando con attenzione le interazioni con la comunità, con i residenti e con le attività economico-produttive presenti sul territorio come quello del capoluogo di Regione. Il confronto tra le parti interessate che hanno, all’unisono, mostrato grande disponibilità al dialogo anche in questa occasione, ci lascia ben sperare, lungo un percorso tortuoso ma che affronteremo con l’attenzione necessaria a segnare una svolta epocale, nel vecchio e poco funzionale sistema di depurazione del capoluogo di Regione”.
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