Occhiuto: "Case comunità integrano rete ospedaliera e non la sostituiscono, l'ospedale Soveria Mannelli non chiude"

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L'ospedale di Soveria Mannelli
  27 dicembre 2021 19:36

“Dispiace, ancora una volta, che, dando voce, legittima, a cittadini poco informati, almeno da chi potrebbe farlo, conoscendo, come ‘addetto ai lavori’, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, si diffondano notizie infondate e inutili preoccupazioni.
Si tratta di un doppio danno, non perchè il cittadino non possa, legittimamente, lo ripeto, lamentarsi della penosa situazione in cui ci è stata consegnata la sanità calabrese, ma perchè la mia idea, condivisa da tutta la Struttura commissariale, è esattamente opposta.
Non si chiude nulla che non sia pericoloso, non si toglie ancora qualcosa ai cittadini calabresi, non si effettuano tagli lineari.
Per questo, le risorse del Pnrr si aggiungono e ci aiuteranno a migliorare l'esistente o a realizzare nuovi servizi per i cittadini. Le case di comunità integrano la rete ospedaliera e non la sostituiscono". Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.


"Sarà così anche per Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, e per gli altri siti individuati da questa Struttura commissariale: tra il 14 e il 20 dicembre, in soli 4 giorni, abbiamo fatto un lavoro che le altre Regioni hanno iniziato il 22 maggio scorso.
Quella del 20 dicembre era una scadenza vincolante per il Pnrr e vi è ora la possibilità, come ampiamente raccontato, di svolgere l'istruttoria necessaria nell'ambito della ristesura del Programma operativo, presentato nell'agosto scorso e non approvato dai Ministeri vigilanti. Peraltro, proprio il colonnello Bortoletti, uno dei sub commissari, è noto per aver restituito all'equilibrio operativo l'Asl di Salerno senza chiudere volontariamente alcun ospedale, nemmeno quelli la cui chiusura era prevista - come ad esempio quello di Roccadaspide, che viveva una situazione ancor più difficile di quello di Soveria e di altre aree della Calabria - dal Piano di rientro.
L'occasione, però, consente, di ricordare a tutti noi che 12 anni di commissariamento, puntualmente descritti dalla Corte Costituzionale in una recente sentenza non si superano con un click di un interruttore. Ci sarà molto da lavorare, per tanto tempo, ma per farlo serve il sostegno di tutti”.


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