Olio, Nesci: “Tavolo con Regioni e associazioni di categoria su invenduto”

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  10 ottobre 2026 17:19

«Il Governo Meloni, attraverso il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha messo in campo una serie di interventi concreti a sostegno dell’olivicoltura italiana, affrontando questioni che da anni penalizzano i nostri produttori. Un lavoro importante, che merita di essere riconosciuto e che adesso deve tradursi, attraverso la collaborazione tra tutti i livelli istituzionali, in risposte sempre più efficaci alle difficoltà delle aziende agricole». Lo dichiara l’europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR Denis Nesci, intervenendo sulle proteste degli agricoltori calabresi e sulle criticità che interessano il comparto olivicolo.
«È importante ricordare quanto è stato fatto e quanto è già stato avviato. Sul fronte della tracciabilità il Ministero è intervenuto attraverso il DAO, rispondendo a una precisa richiesta dei produttori che chiedevano uno strumento per smascherare le contraffazioni, così come sono state .state avanzate richieste per la sospensione delle importazioni e per l’attivazione di risorse straordinarie a sostegno del comparto. «A questi interventi si aggiungono le misure sui carburanti agricoli, gli stanziamenti destinati ai frantoi, le campagne di promozione dell’olio italiano e le ulteriori iniziative legislative. Il disegno di legge ColtivaItalia, il cui prossimo passaggio è previsto per il 4 novembre, contempla 300 milioni di euro per l’olivicoltura».
«Ma oggi – spiega Nesci - dobbiamo guardare con particolare attenzione a un problema concreto che gli olivicoltori calabresi continuano a rappresentarci: le giacenze invendute: chi ha ancora olio fermo nei magazzini ha bisogno di affrontare le difficoltà del presente. È in fase di approvazione un bando straordinario AGEA per l’acquisto di olio, uno strumento che potrebbe contribuire ad affrontare le difficoltà del mercato, ma tutto questo non basta».
Nesci richiama le regioni ad un intervento diretto: «Propongo di avviare un confronto operativo con la Regione Calabria, AGEA, i frantoi e le rappresentanze dei produttori: è necessario conoscere con precisione le quantità di olio invenduto, valutare le possibili misure di sostegno e definire tempi certi per gli interventi concretamente attivabili».
«Comprendo – conclude Nesci - le preoccupazioni degli agricoltori e rispetto profondamente chi manifesta per difendere il proprio lavoro. Allo stesso tempo, credo sia necessario riconoscere le risposte già fornite e lavorare sulle questioni ancora aperte, distinguendo tra ciò che è stato realizzato, ciò che è in corso e ciò che resta da fare. L’obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma trasformare le richieste degli agricoltori in risposte concrete. Perché il futuro dell’olivicoltura calabrese si difende con gli investimenti ma soprattutto affrontando le emergenze di oggi».