


Una giornata intensa, vissuta sul filo delle emozioni e dell'impegno civile. Giovedì 21 maggio, i plessi di Settingiano e Marcellinara dell’Istituto Comprensivo “Maraziti” hanno ospitato l’atteso incontro con Luciana Ciliento e Carola Benedetto, autrici del libro “Mio padre, tuo padre - Due uomini contro l’odio del conflitto israelopalestinese”. L’iniziativa, tassello prezioso del Progetto Gutenberg, dedicato quest'anno al tema "Catastrofi e nuovi mondi", ha visto il protagonismo assoluto degli studenti delle classi prime e seconde dei plessi di Settingiano, Marcellinara e Miglierina. L'evento si è sviluppato attraverso un ricco e originale dinamismo espressivo, che ha visto i due plessi dialogare idealmente a colpi di creatività, riflessioni e arte.
A Settingiano, l'incontro si è aperto con un momento di profondo impatto emotivo sulle note vibranti di “Stella stellina” di Ermal Meta, il brano che racconta con straziante poesia la storia di una delle tante piccole vittime del conflitto mediorientale. Qui i ragazzi hanno dato prova di una straordinaria maturità espressiva cimentandosi in toccanti performance teatrali e letture interpretative ad alta voce.
A Marcellinara, invece, l'atmosfera si è accesa sulle frequenze rap più urbane e dirette di “Una canzone per chi non ha voce” che ha fatto da colonna sonora alle attività dei ragazzi. Di grande impatto visivo l’installazione estemporanea creata direttamente sulla parete: un "muro di parole" dove i ragazzi hanno appeso fiori colorati, ognuno custode di una frase o di un pensiero profondo tratto dal libro delle autrici, affiancato da originali "interviste impossibili" messe in scena con intensità e commozione. Al centro di questo percorso comune, il tragico conflitto che stringe in una morsa la Palestina e Israele, affrontato attraverso la storia vera di Smadari, bambina ebrea, e Abir, bambina palestinese, entrambe uccise dalla guerra. L’immenso e identico dolore ha unito i rispettivi padri, l'israeliano Rami Elhanan e il palestinese Bassam Aamin. La loro profonda amicizia ha permesso di abbattere tantissime barriere attraverso la forza del dialogo. Oggi i due padri girano insieme le scuole per testimoniare che, proprio a partire dalle macerie della catastrofe, l’edificazione di un nuovo mondo è possibile, incarnando il potente motto di Rami:"Non finirà finché non ci parliamo". Attraverso i loro lavori, gli alunni di tutti i plessi hanno esplorato in modo trasversale e con grande profondità temi complessi: la capacità di scegliere attraverso l'obiezione di coscienza, il superamento della rabbia tramite l’incontro e il riconoscimento del dolore dell'altro, e il potere dell’arte che genera bellezza e semina speranza. Le autrici, visibilmente commosse dall'accoglienza, dalla profondità e dalla diversità dei lavori nei due plessi, hanno raccolto i messaggi scritti dai ragazzi, che saranno recapitati direttamente a Rami e Bassam. Un filo invisibile ma potentissimo ha così unito la Calabria a alla Palestina e a Israele. L’evento ha riscosso il pieno plauso di tutta la comunità scolastica e del Dirigente Scolastico, Saverio Molinaro, orgoglioso di una scuola capace di tracciare nuove strade che disegnano, concretamente, nuovi mondi possibili.
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