Nella mattinata di oggi, martedì 1 aprile, la Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo (SISCO) di Catanzaro e la Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, con il coordinamento della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, supportati da personale delle Squadre Mobili di Cosenza, Modena, Parma, Ferrara e Grosseto, nonché delle S.I.S.C.O. di Bologna e Firenze, e da pattuglie dei Reparti Prevenzione Crimine “Calabria Settentrionale, Meridionale e Centrale” e due unità cinofile antidroga, hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 20 indagati, accusati di gravi reati. Tra le accuse: associazione di tipo 'ndranghetistico, estorsione, tentata ed effettiva, trasferimento fraudolento di valori, false dichiarazioni sull’identità, reati aggravati dall’associazione mafiosa.
Di questi, 13 sono stati arrestati e portati in carcere, mentre i restanti 7 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.
In carcere:
Gaetano Roberto Bruzzese
Olindo Celeste
Alfonso Cosentino
Rocco Francesco Creolese
Giorgio Greco
Giulio Graziano
Antonio Mangone
Aldo Marincola
Cataldo Rizzo
Fiorenzo Santoro
Cataldo Scilanga
Salvatore Spagnolo
Raffaele Mario Giuseppe Talarico
Ai domiciliari:
Provino Meles
Raffaele Meles
Bruno Morise Guarascio
Antonio Russo
Ettore Talarico
Maria Francesca Talarico
Angelina Tavilla
Il provvedimento scaturisce da un ampio lavoro investigativo, condotto sotto la supervisione della Procura di Catanzaro e con l’assistenza della Polizia di Stato e della Direzione Centrale Anticrimine. Le indagini hanno utilizzato metodi tradizionali e tecniche avanzate, oltre a riscontri e servizi dinamici sul campo. Inoltre, grazie alla cooperazione internazionale, la Procura di Catanzaro ha collaborato con le autorità tedesche, in particolare con la Procura di Stoccarda, dando vita a una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team - JIT), supportata da Eurojust e dalla Direzione Nazionale Antimafia.
Le indagini hanno ricostruito l’attività di un’organizzazione criminale attiva a Cariati (CS), con legami in Germania, capace di operare con metodi violenti per imporre prodotti agli imprenditori calabresi in territorio tedesco. Tra le accuse figurano anche atti di danneggiamento e reati contro il patrimonio, tra cui estorsioni in Italia e in Germania, nonché reati legati alla falsa intestazione di beni, concorrenza illecita e falsità documentale, aggravati dal contesto mafioso.
Nel frattempo, le indagini hanno fatto luce su altre operazioni legate a questa organizzazione, che ha ramificazioni anche in Germania, nello stato del Baden-Württemberg. Qui, la Polizia tedesca ha eseguito altre misure restrittive in collaborazione con gli investigatori italiani.
In totale, l'operazione ha portato a 29 arresti, di cui 20 in Italia, e ha coinvolto anche professionisti del settore legale e contabile, accusati di aver fornito supporto all'organizzazione mafiosa. Le cosche coinvolte in queste attività illecite sono principalmente quelle dei Greco di Cariati e dei Farao-Marincola di Cirò Marina. L’inchiesta è ancora in corso, con le indagini preliminari in fase di approfondimento.
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