
La Corte di Appello di Catanzaro ha disposto la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari nei confronti di Alessandro Catanzaro, coinvolto nell’operazione antimafia “Reset” coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, condannato in primo grado per associazione mafiosa ad anni 10 e mesi 8 di reclusione.
Secondo l’impostazione accusatoria, Alessandro Catanzaro, difeso dall’avvocato Antonio Lomonaco, sarebbe stato ritenuto vicino agli ambienti riconducibili a Roberto Porcaro, mettendo a disposizione il proprio esercizio commerciale quale luogo di incontro per presunti sodali e soggetti ritenuti coinvolti nelle attività illecite contestate nell’inchiesta. Gli investigatori avevano inoltre ricondotto a quei contatti anche alcune interlocuzioni successive alla scarcerazione di Francesco Patitucci, nell’ambito della presunta riorganizzazione degli assetti criminali oggetto dell’indagine.
Il provvedimento è stato emesso a seguito dell’istanza avanzata dall’avvocato Antonio Lomonaco, difensore dell’imputato, che ha chiesto una rivalutazione dell’attuale quadro cautelare.
L’Autorità giudiziaria, accogliendo le argomentazioni difensive, ha quindi ritenuto adeguata la misura degli arresti domiciliari in sostituzione della custodia cautelare in carcere.
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