Ordini, soldi e intimidazioni: la scalata criminale della giovane "Rosy Abate" del Tirreno

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  19 maggio 2026 21:08

Comandava, dava ordini e gestiva il traffico di droga. Maria Grazia Cortese, il cui nome figura fra quelli dei 14 arrestati nell’operazione della Dda denominata “Baia Bianca”, viene definita dagli altri stessi indagati come la “Rosy Abate” del Tirreno cosentino con riferimento alla protagonista della fiction interpretata dall’attrice Giulia Michelini. Dalle carte dell’inchiesta condotta dai carabinieri, emerge che la donna ricopriva un ruolo apicale nell’organizzazione criminale sgominata. Secondo l’accusa, la giovane 26enne nata a Chiaravalle, in provincia di Catanzaro, gestiva i traffici dell’organizzazione e stabiliva pure come punire chi trasgrediva i patti.

In alcune conversazioni telefoniche intercettate nel 2023, la giovane minacciava una persona che le doveva dei soldi per lo stupefacente comprato. Le minacce erano tante e ripetute. In una circostanza diventavano molto concrete: “Portami i soldi sennò a tua mamma la schiatto in corpo”. E aggiunse: “Lo sai benissimo che lo faccio. La gente di Cetraro vanno da mamma tua…quindi regolati tu”. Per gli inquirenti, Cortese e Luigi Ricci (un altro degli arrestati) sarebbero i “promotori” dell’organizzazione ricoprendo ruoli di vertice.

Secondo le indagini, i due dalle loro case stabilivano la quantità di droga da vendere; individuavano anche “nuovi sodali dell’attività di spaccio”; intrattenevano rapporti con i fornitori e stabilivano inoltre la modalità di trasporto della droga e di consegna. Sempre secondo i pm, i due detenevano la bacinella comune dove “confluivano i proventi dello spaccio”.

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