
Un presunto ruolo di vertice nella 'ndrina di Gallico, il controllo delle attività economiche del territorio e le pressioni sugli imprenditori locali. È il quadro ricostruito dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria nell'ambito di una nuova attività investigativa che ha portato all'esecuzione di un'ordinanza cautelare nei confronti di due reggini, mentre un terzo soggetto risulta indagato senza essere destinatario di misure.
L'operazione, eseguita nei giorni scorsi dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, riguarda le ipotesi di associazione di stampo mafioso, estorsione e intestazione fittizia di beni. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per l'altro sono stati stabiliti gli arresti domiciliari.
L'indagine, avviata nel 2023 e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha concentrato l'attenzione sull'attuale assetto criminale operante nel territorio di Gallico, storicamente sottoposto al controllo della 'ndrangheta reggina e caratterizzato da collegamenti con le consorterie dell'area di Archi.
L'attività investigativa rappresenta, secondo gli inquirenti, la prosecuzione di precedenti indagini, tra cui le operazioni “De Bello Gallico”, “Iris”, “Epicentro 1”, “Malefix” e “Gallico”, che avevano consentito di ricostruire gli equilibri e le dinamiche interne alle articolazioni criminali della zona.
Al centro degli ultimi accertamenti è emersa la figura di un uomo, destinatario della custodia cautelare in carcere, ritenuto dagli investigatori l'attuale capo locale di Gallico. Secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe esercitato poteri direttivi e di rappresentanza della 'ndrina, imponendo un controllo costante sul territorio e intervenendo anche nei contrasti interni al gruppo.
L'uomo avrebbe inoltre promosso attività estorsive e favorito gli interessi economici e produttivi della zona attraverso terzi compiacenti, provvedendo anche al sostentamento economico dei sodali detenuti mediante il denaro proveniente dalle attività illecite. Da qui la contestazione dell'appartenenza all'associazione mafiosa con ruolo apicale, aggravata dalla disponibilità di armi e dal finanziamento del gruppo attraverso i proventi criminali.
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figura anche un'estorsione ai danni di un imprenditore reggino. Quest'ultimo avrebbe organizzato i festeggiamenti per il Capodanno 2025 nel territorio di Gallico, senza la preventiva autorizzazione dell'articolazione criminale che, secondo l'accusa, controllava quella zona.
L'imprenditore sarebbe stato quindi sottoposto a pressioni, con minacce di azioni violente e ritorsioni, finalizzate a condizionare lo svolgimento delle attività imprenditoriali. Nell'inchiesta sono emersi anche presunti episodi di intestazione fittizia di beni e società, realizzati con il coinvolgimento degli altri soggetti indagati.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vale pertanto il principio dell
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