Ospedale Lamezia Terme. A ottobre un ambulatorio per garantire cure adeguate a chi è affetto dalla fibromialgia

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Il consigliere regionale Francesco Pitaro incontra, insieme a una delegazione Aisf di Lamezia e alla referente Scerbo, il direttore sanitario Asp Lazzaro e il primario di medicina interna Mancuso

  01 luglio 2021 11:39

«Grazie al celere impegno del direttore sanitario dell’Asp di Catanzaro Ilario Lazzaro e al primario di Medicina interna dell’Ospedale di Lamezia Terme Gerardo Mancuso e all’importante supporto della sezione  dell’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica (AISF) sarà presto attivo, all’interno del reparto di Medicina interna, uno spazio destinato alla cura della fibromialgia, con figure sanitarie specifiche – psicologi, reumatologi, nutrizionisti, gastroenterologi – che assisteranno i pazienti nell’eterogeneità dei sintomi. Finalmente, la giusta attenzione a una sindrome invalidante purtroppo poco conosciuta e difficile da diagnosticare».

Lo ha annunciato il consigliere regionale Francesco Pitaro dopo aver incontrato, insieme alla referente AISF di Lamezia Maria Concetta Scerbo e a una delegazione dell’associazione, il dottor Lazzaro e il dottor Mancuso negli uffici del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II”. Ha spiegato il dottor Mancuso: «Partiremo subito con l’individuazione dei professionisti da coinvolgere nel team multidisciplinare per dar vita, nel mese di ottobre, a un’attività clinica che, se strutturata scientificamente, può scongiuare i cosiddetti “viaggi della speranza”».

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«La cooperazione tra medici e volontari dell’AISF – ha commentato il dottor Lazzaro – si può trasformare in ottimo strumento di informazione scientifica, se si amplia lo sguardo verso le tante possibilità che il web può fornire, soprattutto da quando la pandemia ha reso necessari i confronti e gli scambi a distanza, che non sempre sono deleteri. A partire dai siti web dell’AISF e dell’Ospedale di Lamezia, si può mettere in contatto chiunque soffra di questa patologia, sostenendoli e accompagnandoli nel percorso di diagnosi e cura». Soddisfatta Maria Concetta Scerbo «per un passo decisivo verso il pieno riconoscimento a livello regionale e nazionale della “sindrome del dolore che non si vede”. Aspettiamo da tempo un punto di riferimento per poter usufruire di servizi sanitari e percorsi terapeutici adeguati, pertanto ringraziamo l’onorevole Pitaro, il dottor Lazzaro e il dottor Mancuso per l’interesse e l’impegno profusi. L'AISF di Lamezia sarà in prima linea nell’offrire il proprio contributo alla gestione dell’ambulatorio».

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Ha concluso il consigliere regionale: «L’incontro e il risultato conseguito sono un esempio di leale collaborazione pubblico-privato che, quand'è animato da responsabilità e senso del dovere, genera effetti positivi per le comunità. Oltre ad essere motivo di riscatto per l’Ospedale di una delle città più importanti del Mezzogiorno ripetutamente oggetto di illogici smembramenti, nonostante vanti professionalità di assoluto valore come il primario Gerardo Mancuso nominato vicepresidente nazionale della prestigiosa Società italiana di Medicina interna».

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