
Terremoto ad elevata magnitudo, piccola scossa di assestamento o il nulla? Le scommesse sono apertissime nel mondo della sanità calabrese. Negli ultimi giorni non si fa che ‘speculare’ sui destini dei manager delle aziende sanitarie e provinciali. Il balletto è ufficialmente iniziato. La Giunta regionale ha approvato l’avviso per individuare i nuovi direttori generali. Ci sono praticamente tutte, tranne due. L’Asp di Vibo ancora sotto l’ala protettiva della commissione prefettizia e l’Annunziata di Cosenza, il cui dg, De Salazar, è relativamente fresco. Tutte le altre postazioni sono in ballo.
Le altre quattro Asp. Parentesi: Vibo, è vero che è ancora sotto la vetusta e non sempre efficiente procedura di commissariamento post scioglimento per infiltrazioni mafiose, ma presto tornerà disponibile. Scommessa nella scommessa è che il generale Battistini, oggi all’Asp di Catanzaro, possa ‘tornare’ proprio lì, per una sorta di ripristino della verità. Oltre a queste due ci sono quelle più pesanti. Reggio e Cosenza. E’ vero che, per il momento, De Salazar, titolare dell’Annunziata, ha fatto doppietta con l’azienda provinciale, ma mantenere il binomio è improbo. O una o l’altra. E c’è anche l’Asp di Crotone, isola felice e più comoda, dove è stato catapultato da Cosenza il dg Graziano. E’ stato traslato il suo contratto ‘cosentino’, comunque in scadenza a maggio di quest’anno. Altro da aggiungere, rispetto al preliminare ‘avviso’, la procedura di individuazione non è esattamente la più celere. Vanno fatte: la nomina della commissione, la convocazione dei candidati e il rispetto di termini legislativi. La scadenza (dei commissari) a metà febbraio sarà ampiamente travalicata.
Per completare il quadro ci sono le aziende ospedaliere. E’ rimesso in gioco il Gom di Reggio (occhio, è anno elettorale!) e l’Aou (la ‘u’ sta per universitaria) Dulbecco di Catanzaro. Su quest’ultima, con un’inusitata uscita bipartisan del Consiglio comunale del Capoluogo c’è stata una preventiva tutela dell’attuale commissario Simona Carbone. Si potrebbero indagare le motivazioni di tale sortita, c’è chi ha interessi personali e di carriera, c’è chi (nel centrodestra) vive ancora di derby politici fra province e c’è chi (a sinistra) ha colto la palla al balzo per scompigliare il campo avversario. Insomma, tutto meno che politica di livello. Nemmeno si fosse al cospetto di Maradona, anzi o di Cristiano Ronaldo o di Messi, per i più giovani. Al di là di tutto, come di consueto, deciderà Roberto Occhiuto che, per fortuna, si assume le responsabilità delle scelte strategiche, in particolare sulla sanità. Alla fine, come è giusto, ne risponderà lui.
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