"Pazienti oncologici dirottati dal Ciaccio a Germaneto ma senza poi esami", la denuncia di Calabria Oltre

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  23 maggio 2026 17:10

"Una signora vicina alla nostra Associazione, ci ha chiesto di rendere pubblica una sua recente disavventuta sanitaria presso il presidio ospadaliero Dulbecco Ciaccio.
La signora in questione era prenotata per le ore 18 per un controllo oncologico semestrale presso la Breast Unit del presidio Dulbecco Ciaccio. Si presenta con largo anticipo considerata la comprensibile ansia che accompagna tutti i malati oncologici in queste circostanze. Si reca presso lo sportello per la consueta registrazione delle impegnative, e lì la prima sorpresa: tutto chiuso. Per mera casualità, la signora in questione, incontra una sua conoscente che lavora presso il presidio e che la informa che non ci sono medici e che tutti i pazienti vengono dirottati  al presidio di Germaneto. Nessun avviso, nessuna informazione.
Armata di santa pazienza, la signora si precipita al presidio di Germaneto e appena arrivata và allo sportello per la necessaria registrazione delle impegnative. E lì l'altra amara sorpresa. I codici delle impegnative dei pazienti provenienti da altri presidi, non essendo stati comunicati, generavano errori nei sistemi informatici. Tutto assolutamente assurdo.
La signora allora si reca presso la segreteria della Radiologia. Allo sportello trova un solo operatore, stremato, fermo lì dalle 8 del mattino senza sosta. Con garbo chiede se sia possibile effettuare gli esami; le viene consegnata soltanto una custodia con etichetta per un eventuale ritiro CD.
Raggiunge il reparto di Radiologia e trova oltre trenta persone, tutti pazienti oncologici catapultati lì, senza alcun preavviso, proprio come lei. Molti aspettavano dalla mattina. La scena più toccante è stata vedere un’anziana signora in sedia a rotelle, in attesa da ore, nel silenzio generale di una sanità ormai allo stremo e priva di ogni senso di umanità.
Dopo oltre un’ora, la dottoressa di turno — che non aveva alcuna colpa — chiede chiarimenti alla Direzione sanitaria. Ma emerge un altro ostacolo: non poteva effettuare le prestazioni ai pazienti trasferiti perché non autorizzata per utenti non censiti nelle liste della propria struttura.
L’unica vera consolazione di quella lunga giornata è stata l’umanità di alcune giovani dottoresse: educate, disponibili, mortificate quanto i pazienti. Una di loro ha persino compilato manualmente una lista di nomi, promettendo che avrebbero richiamato tutti.
Così, in tarda serata, quella platea di “sfollati oncologici” è rientrata a casa senza una soluzione concreta, sostenuta soltanto dalla pazienza dei pazienti e dal sorriso di pochi professionisti che cercano ancora di tenere in piedi, con dignità, una sanità sempre più arrangiata.
Pensiamo che ogni commento a quanto successo, non solo alla signora che ci ha contattati ma a tutti i malati oncologici, sia davvero superfluo. Qui non si tratta di denunciare un caso di malasanità, ma la pessima organizzazione per la quale qualcuno dovrebbere pur rispondere.
Siamo usciti dal commissiariamento, evento per il quale la politica ha tanto esultato, ma ancora non siamo usciti da una sanità da terzo mondo, che non rispetta nemmeno quelle persone che meriterebbero ben altro trattamento e ben altra attenzione.
Pensiamo di aver detto veramente tutto e che ogni altra parola sia oggettivamente superflua".
Giuseppe Silipo Coordinatore Cittadino Associazione CalabriaOltre


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