
Maxi operazione contro la pedopornografia online, con perquisizioni a Catania e in altre 16 città italiane. Sono 30 le persone indagate, di cui sette arrestate per divulgazione e detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico, con il sequestro di numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali.
Oltre cento agenti della Polizia postale sono stati impegnati in perquisizioni personali e informatiche. Il Centro operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania, in raccordo con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, ha analizzato navigazioni sul darkweb, chat su cellulari, indirizzi Ip.
Nel corso della lunga e complessa indagine, condotta anche in modalità sotto copertura, gli specialisti della Polizia postale di Catania, sotto il coordinamento della procura etnea, sono riusciti a individuare diversi gruppi attivi nello scambio di video di pornografia minorile, anche con bambini abusati in età infantile. L'identificazione degli utenti che scambiavano le immagini e i video ha richiesto un lungo lavoro di approfondimento e di riscontri investigativi, anche con acquisizioni di dati all'estero.
Cinque degli arrestati risiedono in provincia di Catania, uno a Frosinone, l'altro a Potenza. Gli indagati, tutti di sesso maschile, sono di varie estrazioni sociali - studenti, disoccupati, impiegati, professionisti e operai - di tutte le aree geografiche italiane e hanno un'età compresa tra i 19 e i 59 anni. L'operazione ha consentito di indagare soggetti residenti in 17 diverse città italiane, con perquisizioni eseguite a Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona. Il materiale sequestrato è al vaglio degli investigatori, per ulteriori approfondimenti finalizzati a confermare il quadro indiziario, acquisire ulteriori elementi a carico di persone ancora ignote e a identificare le piccole vittime.
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