Pesca di frodo, raffica di sequestri nel Reggino: oltre 80 attrezzi irregolari tolti dal mare

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Pesca di frodo, raffica di sequestri nel Reggino: oltre 80 attrezzi irregolari tolti dal mare


  13 maggio 2026 12:58

Prosegue senza sosta l’attività di controllo e vigilanza in mare condotta dalla Capitaneria di porto di Reggio Calabria nell’ambito delle operazioni di contrasto alla pesca di frodo e di tutela delle risorse ittiche lungo il litorale reggino. Un impegno costante, quello degli uomini e delle donne della Guardia Costiera, che dall’inizio dell’anno ha già prodotto risultati significativi sul fronte del rispetto delle regole e della salvaguardia dell’ecosistema marino.

Il bilancio delle attività parla chiaro: oltre 80 attrezzi da pesca sono stati sequestrati perché non conformi alla normativa vigente oppure perché appartenenti alla categoria professionale ma utilizzati illecitamente da pescatori sportivi. Nel dettaglio, sono finite sotto sequestro 21 reti da pesca per una lunghezza complessiva di circa 6.000 metri, 2 palangari e 61 nasse. Numeri che testimoniano l’ampiezza del fenomeno e la determinazione dell’Autorità marittima nel contrastarlo.

Particolarmente rilevante l’operazione condotta l’11 maggio nelle acque antistanti Melito di Porto Salvo, Bova Marina e Condofuri, dove, a seguito di controlli mirati, il personale della Guardia Costiera ha proceduto al sequestro di ulteriori due reti da posta, per una lunghezza complessiva di circa 350 metri, e di 15 nasse posizionate illegalmente in mare. Un intervento che si inserisce in una più ampia strategia di presidio del territorio marittimo, volta a prevenire e reprimere comportamenti illeciti.

L’attività di contrasto alla pesca illegale rappresenta infatti una priorità per la Guardia Costiera, impegnata quotidianamente nella difesa dell’ambiente marino e della biodiversità, oltre che nella tutela degli operatori del settore che lavorano nel pieno rispetto delle norme. L’utilizzo di attrezzi non consentiti o di strumenti professionali da parte di soggetti non autorizzati costituisce una violazione grave, capace di compromettere gli equilibri dell’ecosistema e di arrecare danni concreti alle risorse ittiche e alla pesca legale.

Attraverso controlli capillari e interventi mirati, la Capitaneria di porto di Reggio Calabria conferma così la propria azione di presidio a tutela del mare e della legalità, ribadendo che il rispetto delle regole rappresenta una condizione imprescindibile per garantire sostenibilità, equità e futuro al comparto ittico del territorio.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.