Piana di Gioia Tauro. Frantoi oleari non in regola: 4 sanzioni e due denunce

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  20 dicembre 2020 09:06

 A Gioia Tauro, i Carabinieri, hanno eseguito diversi controlli a frantoi oleari presenti nel territorio, con particolare riguardo ai fiumi Petrace, Budello e Mesima, allo scopo di prevenire e reprimere il fenomeno degli sversamenti illeciti nei corsi d’acqua.

In particolare, i Carabinieri delle Stazioni di Gioia Tauro, Rizziconi e Varapodio insieme a personale specializzato della Stazione Forestale di Cittanova, del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Reggio Calabria e della Tutela Agroalimentare di Messina, nel corso di diverse ispezioni eseguite, hanno comminato 4 sanzioni amministrative per un totale di 6.000 euro, e deferito in stato di libertà 2 soggetti per attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

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Nello specifico, a Varapodio, i Carabinieri hanno elevato sanzioni a due oleifici, in quanto, non in possesso di aggiornata documentazione relativa alle procedure di autocontrollo H.A.C.C.P. .

A Rizziconi, invece, durante accessi ispettivi presso altri frantoi, le irregolarità riscontrate sono state relative alla mancata normalizzazione del sistema di identificazione delle partite di olio contenute nei silos dell’azienda, le indicazioni della capacità totale, l’omissione nell’esibizione della planimetria aggiornata dei locali del frantoio ed in ultimo anche  la mancanza di un lavoratore dipendente della prevista visita medica per la sorveglianza sanitaria, omessa da parte del datore di lavoro.

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In tale quadro, ad esito degli accertamenti esperiti, i militari dell’Arma, hanno denunciato a piede libero due soggetti di Varapodio i quali, l’una in qualità di proprietaria di un terreno, e l’altro di gestore di un frantoio in località Canturato, per aver riversato i residui della lavorazione delle olive sul terreno, senza alcuna forma di impermeabilizzazione dello stesso, realizzando e gestendo di fatto una discarica non autorizzata  in violazione della normativa ambientale di riferimento.

L’opificio, il terreno ed i residui di lavorazione sono stati sottoposti a sequestro dai militari operanti e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Palmi.

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