






Tra riflessioni letterarie, cinema sotto le stelle e socialità, la manifestazione svela la nuova area polifunzionale e si conferma rito identitario del capoluogo.
23 giugno 2026 22:21di GUGLIELMO SCOPELLITI
Il sole si abbassa lentamente dietro le fronde dei pini secolari di Villa Trieste, allungando le ombre sui viali di pietra che per generazioni hanno custodito i passi dei catanzaresi.
Inizia così l’ottava edizione di daMargherita, una rassegna che nel tempo ha saputo trasformarsi da scommessa associativa a vero e proprio rito identitario per il capoluogo. Quest’anno, l’avvio della manifestazione porta con sé una novità visibile, quasi tangibile, legata a doppio filo ai lavori di riqualificazione che l’Amministrazione comunale sta portando a compimento per restituire l’antico splendore a questo giardino pubblico.
“Riparte daMargherita ed è un'edizione con una valenza ancora più significativa,” racconta Vincenzo Nocita, presidente dell’omonima associazione, mentre osserva il pubblico che prende posto. “Siamo i primi a svolgere parte delle nostre iniziative in una delle aree appena riqualificate dalla città. Per noi rappresenta il coronamento di un percorso iniziato otto anni fa, quando ci ponemmo l'obiettivo di far rivivere un luogo che i catanzaresi rischiavano di dimenticare”. Nocita si riferisce alla nuova area polifunzionale, sorta dove un tempo c’era l’ex campetto sportivo, ora attrezzata per ospitare anche le proiezioni serali.
Un cammino di recupero urbano e sociale che affonda le sue radici indietro nel tempo. “Siamo partiti nel 2014 con un'idea semplice,” ricorda Matteo Mancuso, tra i fondatori della rassegna, “restituire un'identità a questo spazio. Oggi siamo orgogliosi di vedere come questo evento sia diventato un appuntamento fisso per il centro storico”. Mancuso, rientrato in Calabria dopo esperienze fuori sede, riflette sulla crescita sociale: “La Villa è tornata viva anche grazie ad altre iniziative, come il Carnevale, e la nascita di nuove realtà associative dimostra che Catanzaro ha una straordinaria voglia di contribuire con idee e produzione creativa”.
Il dialogo inaugurale si accende con la presentazione dell'ultimo romanzo di Gioacchino Criaco, “Dove canta il cuculo”. Insieme all'autore, le voci di Francesco Iacopino, Aldo Casalinuovo e Angela Sposato tessono una trama di riflessioni sulla Calabria interna, sulle sue ferite e sulle sue straordinarie risorse narrative. La platea ascolta in un silenzio attento, interrotto soltanto dagli applausi spontanei che salgono tra i rami illuminati.
La crescita di questa esperienza è frutto di una semina collettiva. “Questa città cresce se il pubblico, il privato e il mondo delle associazioni scelgono di camminare insieme,” evidenzia l’assessore alla Cultura, Donatella Monteverdi, presente tra il pubblico. Il suo intervento mette a fuoco l'idea di una programmazione integrata, capace di alternare proposte raffinate a momenti di intrattenimento leggero. L'assessore aggiunge che il compito delle istituzioni deve essere quello di coordinare e sostenere le energie che partono dal basso, garantendo spazi in cui le persone possano semplicemente stare bene insieme e coltivare il senso di comunità.
Dopo le parole, lo spazio si apre alla musica e alla convivialità dell'aperitivo in terrazza curato da Paz, prima che le luci si spengano del tutto per lasciare spazio alla magia del grande schermo. La proiezione di “The Sea”, pellicola candidata agli Oscar, inaugura ufficialmente la sezione del cinema sotto le stelle proprio nella nuova area polifunzionale.
Il cammino della rassegna è appena tracciato. Nei prossimi giorni la Villa ospiterà gli incontri con autori come Francesco Pileggi, Giuseppe Ranieri ed Ermes Francesco Marino, alternando la parola scritta alle proiezioni serali di titoli come “40 Secondi”, “The Life of Chuck”, “Le città di pianura”, “Soul” e “5 Secondi”. Mentre gli spettatori lasciano lentamente la Villa al termine della prima serata, la sensazione rimasta sotto i lampioni storici è quella di un viaggio culturale appena cominciato, un invito aperto a ritrovarsi, sera dopo sera, sotto il cielo di Catanzaro.
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