Più Europa Catanzaro: "Il Sud Italia si blocca, la politica deve uscire dai palazzi e affrontare la realtà"

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  17 ottobre 2026 17:21

Il Sud si sta fermando, gli sbocchi autostradali principali del nostro territorio sono bloccati e dalla politica arriva solo un silenzio imbarazzante e inaccettabile. Come Più Europa Catanzaro intendiamo esprimere il nostro fermo sostegno allo sciopero degli autotrasportatori che in queste ore si stanno mobilitando chiedendo a gran voce che qualcuno li ascolti.

 

“La situazione è arrivata quasi a un punto di non ritorno: l’impennata insostenibile del prezzo del gasolio sta mettendo in ginocchio un’intera categoria, ma non solo loro: è una situazione che riguarda tutti i cittadini italiani” è quanto afferma Ludovica Caruso, coordinatrice di Più Europa Catanzaro. “Oggi chi guida un camion lavora a perdite, non riesce più nemmeno a coprire i costi vivi delle spese aziendali. È folle pensare che chi garantisce l’approvvigionamento delle nostre città debba pagare per avere il diritto di lavorare” continua la coordinatrice.

 

“Il Presidente della Regione Roberto Occhiuto e la Premier Giorgia Meloni non possono continuare a voltarsi dall’altra parte. La dignità delle persone e il valore del lavoro sono temi su cui una comunità democratica e civile non può transigere. È inaccettabile che di questa protesta quasi nessuno parli e che le istituzioni mostrino indifferenza, come se il blocco dell'economia e la disperazione di centinaia di famiglie fossero un problema secondario” continua il gruppo territoriale.

 

Inoltre, nelle stesse ore, le piazze italiane e calabresi si sono riempite di migliaia di studenti scesi a manifestare contro l’emergenza del caro-affitti e per rivendicare un reale diritto allo studio.

 

“Non si tratta di proteste isolate: il segnale è chiaro: qualcosa si è rotto,  questo sistema non funziona più! Non possiamo permettere che i lavoratori vengano schiacciati dai costi dell'energia e che i giovani vengano privati del loro futuro” conclude il gruppo territoriale.

 

Servono misure concrete, tagli immediati sulle accise e interventi strutturali per sostenere chi produce e chi studia. Questa terra e queste persone meritano risposte SUBITO.