Porto di Catanzaro, Tazzina della Legalità: “Basta annunci”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Porto di Catanzaro, Tazzina della Legalità: “Basta annunci”


  07 novembre 2026 15:40


Dopo Vibo Valentia, La Tazzina della Legalità accende i riflettori sul porto di Catanzaro. «Non vogliamo polemiche, vogliamo verità, responsabilità e un progetto concreto. Catanzaro non può continuare ad aspettare».
Dopo la vicenda del porto di Vibo Valentia, culminata con la firma delle nuove concessioni demaniali dopo 26 anni e 20 giorni, in tanti, a Catanzaro, mi hanno fermato e contattato per congratularsi per il lavoro svolto dalla Tazzina della Legalità e per il risultato finalmente raggiunto.

Ma, insieme ai complimenti, è arrivata anche una provocazione che merita una risposta: «Ti occupi di Vibo, ti interessi delle vicende pugliesi, sostieni battaglie lontane, ma perché non ti occupi con la stessa determinazione della tua città? Perché non accendi i riflettori sul porto di Catanzaro Lido?».

Una provocazione che non intendo eludere. Anzi, la raccolgo.

Perché Catanzaro è la nostra città e non possiamo permetterci di considerare normali situazioni che si trascinano da decenni senza una prospettiva chiara.

La vicenda del porto di Catanzaro Lido, che affonda le proprie radici addirittura negli anni Cinquanta del secolo scorso, rappresenta una delle questioni sulle quali la città deve finalmente interrogarsi. Una storia che, a guardarla da fuori, assume quasi i contorni di una vicenda tragicomica: tanti annunci, tante dichiarazioni, ripetuti riferimenti a finanziamenti e interventi programmati, ma ancora oggi non si percepisce quella concreta trasformazione che un'infrastruttura strategica come questa dovrebbe garantire.

Un porto che, a nostro avviso, è rimasto azzoppato sin dalla nascita, privo di un sistema adeguato di servizi, di una prospettiva funzionale e di una reale capacità di esprimere il proprio potenziale.

E allora qualche domanda diventa inevitabile.

Qual è oggi il progetto concreto per il porto di Catanzaro Lido?

Quali risorse sono state effettivamente stanziate? Quali interventi sono stati realizzati, quali sono in corso e quali ancora devono partire? Quali sono i soggetti istituzionali e tecnici responsabili del percorso? Esiste un cronoprogramma verificabile? Quale modello di gestione e quali servizi si intendono garantire?

Non sono domande polemiche. Sono domande legittime che qualsiasi cittadino ha il diritto di porre, soprattutto quando si parla di un'infrastruttura che potrebbe rappresentare un autentico volano di sviluppo economico, turistico, commerciale e occupazionale per Catanzaro e per l'intero territorio.

E qui vogliamo essere molto chiari: non siamo interessati all'ennesimo annuncio, alla fotografia di circostanza o alla conferenza stampa nella quale si ripetono impegni già ascoltati. Siamo interessati a conoscere la verità sullo stato delle cose.

La politica catanzarese, tutta, senza distinzioni di appartenenza, ha il dovere di uscire dalla stagione delle dichiarazioni e assumersi la responsabilità di spiegare ai cittadini cosa sia realmente accaduto in questi decenni e, soprattutto, cosa intenda fare da qui in avanti.

Ma non vogliamo limitarci a denunciare una situazione. Vogliamo provare a contribuire a cambiarla.

Per questo La Tazzina della Legalità ritiene indispensabile promuovere un tavolo di confronto con tutti i player istituzionali, amministrativi, tecnici, economici e associativi interessati alla vicenda: Comune, Regione, Autorità competenti, Capitaneria di Porto, operatori del settore, rappresentanze imprenditoriali e associazioni.

Un incontro serio, documentato, senza passerelle e senza bandierine da piantare, nel quale ciascuno possa mettere sul tavolo competenze, informazioni, responsabilità e proposte.

Abbiamo apprezzato l'attivazione della Lega Navale e riteniamo che ogni iniziativa finalizzata a riportare l'attenzione sul porto debba essere valorizzata. È il momento di fare quadrato, superando protagonismi e divisioni, perché l'interesse della città deve venire prima di qualsiasi appartenenza.

Anche il mondo associativo deve fare la propria parte. Non possiamo chiedere sempre agli altri di intervenire e poi rimanere spettatori. La Tazzina della Legalità intende assumersi la propria responsabilità, mettendo a disposizione relazioni, capacità di interlocuzione e spirito propositivo.

La vicenda di Vibo Valentia ci ha dimostrato che, quando la società civile insiste, costruisce interlocuzioni e tiene alta l'attenzione, anche situazioni che sembravano interminabili possono trovare una soluzione. Non pretendiamo di trasferire automaticamente un modello da un territorio all'altro, ma una cosa sì: non dobbiamo mai rassegnarci all'immobilismo.

E sia chiaro: non abbiamo alcuna intenzione di sostituirci alla politica, né di attribuirci competenze che non ci appartengono. Ma non intendiamo neppure assistere in silenzio all'ennesima occasione mancata per Catanzaro.

Se dopo questo appello non dovessero arrivare risposte chiare, La Tazzina della Legalità procederà con una formale richiesta di accesso agli atti, per conoscere documenti, progetti, finanziamenti, procedure, autorizzazioni e stato effettivo degli interventi.

Non per alimentare polemiche, ma perché la trasparenza è un dovere e perché i cittadini hanno diritto di sapere.

Vorrei concludere con una considerazione che ritengo fondamentale.

Quando ci siamo occupati di Vibo Valentia, qualcuno si è chiesto perché lo facessimo. Quando abbiamo sostenuto la battaglia di Nicola Netti in Puglia, qualcuno si è domandato cosa c'entrasse Catanzaro.

La risposta è sempre la stessa: la legalità non ha confini comunali, così come la solidarietà e l'impegno civile non possono fermarsi davanti ai cartelli che indicano il nome di una città.

Ma questo non significa dimenticare casa propria. Al contrario, significa avere ancora più responsabilità verso il territorio nel quale viviamo.

Catanzaro merita un porto vero, funzionante, attrezzato, capace di generare sviluppo e opportunità. Merita una prospettiva, non l'ennesimo capitolo di una storia infinita.

La stagione delle promesse deve lasciare spazio alla stagione delle responsabilità.

E questa volta non chiediamo alla politica di fare un altro annuncio.

Le chiediamo di sedersi a un tavolo, aprire i cassetti, tirare fuori le carte e spiegare ai cittadini perché, dopo oltre settant'anni, il porto di Catanzaro Lido non riesca ancora a esprimere il suo potenziale.

Catanzaro non può più aspettare. E noi non abbiamo intenzione di voltare lo sguardo dall'altra parte.
La Tazzina della Legalità

Scegli La Nuova Calabria come fonte preferita su Google

Vedrai più spesso le nostre notizie tra le Notizie principali della ricerca Google. Spunta la casella accanto a lanuovacalabria.it e aggiorna la pagina.

Aggiungi su Google