
L'Amministrazione comunale di Catanzaro interviene per fare chiarezza sulla vicenda legata all'iniziativa "Porto Village", nel quartiere Lido, respingendo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore e sostenendo che la manifestazione non sia stata ostacolata per ragioni politiche, ma esclusivamente per il mancato completamento dell'iter amministrativo da parte degli organizzatori.
In una nota, Palazzo De Nobili sottolinea di aver sempre sostenuto le iniziative capaci di valorizzare il territorio e promuovere le attività economiche cittadine. Proprio per questo motivo, fin dall'inizio, gli uffici comunali avrebbero mantenuto un confronto costante con i promotori dell'evento, cercando di individuare una soluzione che consentisse lo svolgimento della manifestazione nel rispetto della normativa vigente.
Secondo quanto ricostruito dall'Amministrazione, il progetto iniziale prevedeva l'istituzione di un'isola pedonale per circa sessanta giorni, soluzione ritenuta incompatibile con le esigenze di viabilità, accessibilità e controllo dell'area. Dopo un confronto con gli uffici comunali e la Polizia locale, sarebbe stata quindi individuata una proposta alternativa: limitare l'isola pedonale ai soli fine settimana e trasferire le casette nell'area alberata, così da ridurre l'impatto sul traffico e sulla disponibilità dei parcheggi.
Sulla base di questa rimodulazione, gli organizzatori hanno presentato una nuova Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), pratica che, precisa il Comune, è tuttora aperta in attesa del completamento degli adempimenti previsti.
L'Amministrazione evidenzia inoltre di aver autorizzato l'avvio dell'isola pedonale pur in assenza del perfezionamento della pratica relativa al pagamento del Canone unico patrimoniale (CUP) per l'occupazione del suolo pubblico, considerato un passaggio indispensabile per il rilascio della concessione definitiva.
Proprio il mancato completamento di questo adempimento, secondo Palazzo De Nobili, avrebbe impedito la conclusione dell'iter amministrativo e il rilascio dell'autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico destinato al palco e alle casette.
«L'occupazione del suolo pubblico – ribadisce l'Amministrazione – non è allo stato autorizzata non per una volontà ostruzionistica dell'Ente, ma perché non sono stati completati gli adempimenti necessari da parte di chi ne aveva l'onere». Si tratta, viene precisato, di un requisito imprescindibile per lo svolgimento di qualsiasi attività sul territorio comunale.
Il Comune respinge quindi le accuse di aver ostacolato l'iniziativa per motivazioni politiche, sostenendo che gli atti dimostrino, al contrario, gli sforzi compiuti dagli uffici per consentirne lo svolgimento nel rispetto delle regole.
L'Amministrazione conclude confermando la propria disponibilità al dialogo per trovare una soluzione positiva alla vicenda, ribadendo però che la promozione del territorio deve necessariamente conciliarsi con il rispetto della legalità, della trasparenza amministrativa e della parità di trattamento tra tutti gli operatori economici.
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