“Pratiche contro la violenza patriarcale e ‘ndranghetista – Il caso di Maria Chindamo”, a Catanzaro l'incontro promosso da Collettivo Aurora

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  28 ottobre 2026 20:39

Venerdì 6 novembre 2026 alle ore 17.00, la Biblioteca Comunale “F. De Nobili” di Catanzaro (in Villa Margherita) ospiterà il secondo appuntamento del percorso tracciato dal Collettivo Aurora in vista del 25 novembre, questa volta in collaborazione con Libera Catanzaro, Riprendiamoci i Consultori Locride e ANPI comitato provinciale CZ.
L’incontro, dal titolo “Pratiche contro la violenza patriarcale e ‘ndranghetista – Il caso di Maria Chindamo”, sarà l’occasione per riflettere assieme, a partire dalla storia di Maria, di come la violenza patriarcale e ‘ndranghetista si abbatte sulle donne e sulle loro scelte di libertà. Sarà anche un’opportunità preziosa per parlare assieme a Vincenzo Chindamo, il fratello di Maria, e alla sociologa Sabrina Garofalo delle pratiche di resistenza sociale e civile già realizzate e di quelle che ancora sono necessarie e che immaginiamo per la Calabria.
Studiare la violenza patriarcale ‘ndranghetista è un presupposto necessario per comprendere i meccanismi che portano l’organizzazione mafiosa ‘ndranghetista ad agire in determinati modi, gestendo e depredando territori ma soprattutto controllando e distruggendo vite. La conoscenza, però, deve necessariamente essere tradotta in strategie di contrasto e in azioni concrete sia da parte delle Istituzioni che da parte della cosiddetta società civile, che non possono lasciare sole le vittime e i loro familiari come troppo spesso ancora accade. Proprio da e per le terre di Maria Chindamo, quelle che lei non ha mai voluto cedere, sono partite iniziative di solidarietà e sostegno verso la famiglia che continua a chiedere verità e giustizia e sono partiti movimenti di resistenza civile e sociale dal fortissimo impatto sia simbolico che concreto, come la la campagna “Controlliamo noi le terre di Maria”.
Il Collettivo Aurora invita tutta la cittadinanza a partecipare, per informarsi, mobilitarsi e fare rete, nella consapevolezza che la violenza patriarcale e ‘ndranghetista non è mai una questione privata o individuale, ma un problema sistemico che richiede il coinvolgimento di tutte le persone.

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